Redazione – Siamo a cavallo… Infatti, le ultime notizie torinesi riguardano la Cavallerizza Reale.
Riassumiamo i fatti. Lo stabile, annoverato come parte del patrimonio mondiale riconosciuto dall’UNESCO, venne sgomberato dai suoi inquilini. Si parlò, ai tempi del sindaco Fassino, di progetti, grandi imprese. Peccato. Non c’erano soldi. Perciò la Cavallerizza rimase “disabitata”.
Le virgolette sono d’obbligo, poiché presto iniziarono a bivaccare li ragazzi, con relativi cani. Entrando di notte, si potevano ammirare, all’interno dello stabile, squadroni di uomini e cani. Le TV diffondevano una luce fioca. Si. Avete capito bene. Perché nessuno ha staccato la corrente. Così abbiamo regalato la luce a questi ragazzi.
Lo stabile è stato occupato. Azione notoriamente illegale, aggravata dal fatto che si tratta di un bene pubblico. Dunque, doppio fatto grave. Nessun progetto realizzato, salvo il recupero di spazi da parte dell’Università. Il Comune nulla può fare (non ha soldi né idee). Avviene l’occupazione, ma nessuno pensa minimamente di allontanare gli occupanti. Doppia responsabilità del Comune?
Scoppia un incendio doloso. C’è chi sui social chiede di dare casa a qualcuno che abita nella Cavallerizza, poiché era CASA SUA. Si. Avete capito benissimo. Perché, se una persona occupa abusivamente uno stabile, quello stabile diventa, di diritto, casa sua…
Deve aver ragionato alla stessa maniera il Comune di Torino. Infatti, previsto un intervento, da parte del Ministero dei Beni Culturali, di 5 milioni di euro, in due tranches, il Comune, secondo quanto riporta “La Stampa”, vorrebbe restaurare e avviare una gestione CONDIVISA CON GLI OCCUPANTI.
Come dire. Hai commesso un reato? Noi, che rappresentiamo i cittadini (e, tra l’altro, siamo anche garanti, in parte, del rispetto delle leggi – si ricordi che esiste un corpo di Polizia Municipale), promuoviamo il dialogo privilegiato con chi ha assunto un comportamento illegale.
Ora, immaginate voi un onesto agente della Polizia Municipale, che elevi una contravvenzione ad un onesto cittadino, che, magari, parcheggia, per una emergenza, in divieto di sosta. Dopo che questo cittadino avrà pagato la multa, cosa penserà dell’onesto agente della Polizia Municipale e di coloro che lui rappresenta? Che pensieri potrà avere un onesto agente della Polizia Municipale nei confronti della amministrazione cittadina? Come potrà pensare di essere il garante del rispetto delle leggi, se questa amministrazione, a quanto pare, decidesse di procedere in questa direzione (e già il pensiero è gravissimo)?
Fortunatamente, martedì prossimo il Ministro Franceschini manderà un suo “emissario”, come recita “La Stampa”. Speriamo che sia un esperto di filosofia del diritto. Sembra che in Comune possa servire.