{"id":212,"date":"2026-07-10T11:37:25","date_gmt":"2026-07-10T09:37:25","guid":{"rendered":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/?p=212"},"modified":"2026-07-13T21:26:40","modified_gmt":"2026-07-13T19:26:40","slug":"il-realismo-della-speranza-al-tempo-della-i-tra-tolkien-e-leone-xiv-di-daniele-barale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/il-realismo-della-speranza-al-tempo-della-i-tra-tolkien-e-leone-xiv-di-daniele-barale\/","title":{"rendered":"&#8220;Il realismo della Speranza al tempo dell\u2019A.I., tra Tolkien e Leone XIV&#8221; di Daniele Barale*"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Riceviamo in Redazione, e riportiamo, l&#8217;articolo a firma di Daniele Barale*<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Il dibattito antropologico contemporaneo si trova a un bivio epocale, sospeso tra il fascino tecno-utopico e lo smarrimento esistenziale. \u00c8 in questo scenario di radicale transizione che il magistero petrino di Leone XIV ha compiuto una scelta tolkieniana: inserire la figura del saggio <em>istar<\/em> Gandalf all&#8217;interno della sua pi\u00f9 recente enciclica, <em>Magnifica Humanitas<\/em>, resa pubblica lo scorso 15 maggio. Attingendo alla grande letteratura mitopoietica di J.R.R. Tolkien, il Papa non ha cercato una facile nota di colore pop, ma ha voluto restituire al cristiano e all&#8217;uomo contemporaneo una preziosa bussola per orientarne l&#8217;azione al Sommo Bene. Da un lato, infatti, l\u2019avvento di tecnologie sempre pi\u00f9 pervasive, come <em>l\u2019agency<\/em> artificiale, promette un controllo totale sulla realt\u00e0, spingendo verso forme di transumanesimo che pretendono di ridefinire i confini della stessa natura umana in nome dell\u2019<em>enhancement<\/em> e della singolarit\u00e0 <em>high-tech<\/em> (Ray Kurzweil); dall\u2019altro, emerge un&#8217;opacit\u00e0 in cui l&#8217;individuo rischia di sentirsi ridotto a mero ingranaggio di un sistema algoritmico o atomo isolato in una societ\u00e0 globalizzata.<\/p>\n<p>La citazione si trova al paragrafo 213 della lettera papale ed \u00e8 frutto di un\u2019alta operazione teologica e filosofica volta a servire cattolicamente la realt\u00e0. Quando Gandalf ricorda che \u00ab<em>non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo<\/em>\u00bb, ma che il nostro compito \u00e8 piuttosto quello di \u00abfare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare\u00bb (<em>Il Ritorno del Re<\/em>, Libro V, Capitolo IX, &#8220;L&#8217;ultima discussione&#8221;), viene inferto un colpo decisivo sia all&#8217;utopia tecnocratica sia al nichilismo.<\/p>\n<p>Questa scelta si inserisce in un solco gi\u00e0 tracciato dal magistero precedente. Gi\u00e0 il predecessore Francesco aveva mostrato una profonda sintonia con la visione antropologica dello scrittore di Oxford. Prima ancora della sua elezione al soglio pontificio, nell&#8217;omelia di Pasqua del 2008, l&#8217;allora cardinale Bergoglio e arcivescovo di Buenos Aires aveva evocato gli Hobbit come l&#8217;archetipo dell&#8217;uomo in cammino (<em>homo viator<\/em>), figure capaci di attraversare le ombre del mondo senza lasciarsi corrompere. Una vicinanza spirituale culminata in modo solenne nella memorabile omelia della Notte di Natale del 2023. In quell&#8217;occasione, Papa Francesco aveva citato direttamente la lettera numero 43 di Tolkien &#8211; scritta al figlio Michael nel marzo del 1941 &#8211; per esaltare il valore dell&#8217;adorazione eucaristica dinanzi al \u00ab<em>ruggire delle armi<\/em>\u00bb: \u00ab<em>Ti offro l\u2019unica cosa grande da amare sulla terra: il Santissimo Sacramento. L\u00ec troverai fascino, gloria, onore, fedelt\u00e0 e la vera via di tutti i tuoi amori sulla terra<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Tuttavia, rispetto a Francesco, Leone XIV ha formalmente inserito un passo dell\u2019opera pi\u00f9 nota dello scrittore cattolico all\u2019interno di un\u2019enciclica, ossia un testo magisteriale di valore universale. Il fulcro di questa prospettiva risiede nel netto rifiuto delle ideologie del \u201cperfettismo\u201d. Il Novecento ci ha tragicamente insegnato come la pretesa di edificare la societ\u00e0 perfetta, di dominare e incanalare \u201cogni marea&#8221; della storia attraverso la pianificazione assoluta, conduca inevitabilmente alla distopia e alla progettazione di inferni in terra, tra campi di concentramento e sistemi di sorveglianza totale. L&#8217;abbraccio tecnologico odierno rischia di cadere nel medesimo errore: l&#8217;illusione di poter eliminare la fragilit\u00e0, il limite e l&#8217;errore umano tramite algoritmi predittivi e potenziamenti artificiali. Ma l&#8217;uomo, per rimanere tale, rivendica il proprio diritto all&#8217;irripetibilit\u00e0, all&#8217;imperfezione e persino a quella sana opacit\u00e0 interiore che sfugge a qualsiasi misurazione digitale. Essere umani significa essere, costitutivamente, come gli Hobbit, ovvero pi\u00f9 di ci\u00f2 che sembriamo.<\/p>\n<p>Il realismo cristiano non \u00e8 per\u00f2 un invito al disimpegno o al fatalismo. Non si tratta di una fuga nostalgica in un passato idealizzato o in un mondo fantastico. Tolkien ha intessuto le sue opere di una teologia della storia in cui il cammino umano \u00e8 descritto come una &#8220;lunga sconfitta&#8221; sul piano puramente terreno, ma costantemente illuminata da improvvisi barlumi di grazia e di vittoria finale (l\u2019eucatastrofe). In questa ottica, l&#8217;azione del credente si fa \u201cmicroscopica\u201d ma cos\u00ec radicale da poter cambiare la storia; d\u2019altronde, il fondatore di Comunione e Liberazione, don Luigi Giussani, asseriva che \u201cle forze che cambiano la storia sono le stesse che cambiano il cuore dell&#8217;uomo&#8221;.<\/p>\n<p>Se non spetta a noi arrestare il corso della storia \u2013 il cui destino ultimo \u00e8 custodito dalla Provvidenza \u2013, siamo tuttavia chiamati a governare (kyb\u00e8rnesis) e incanalare i frutti della modernit\u00e0 nella giusta direzione, assumendoci la nostra responsabilit\u00e0 nei \u201ccampi che conosciamo&#8221;.<\/p>\n<p>Questa militanza spirituale (<em>Militia est vita hominis super terram<\/em>, Gb 7,1) si oppone frontalmente alla logica del transumanesimo, che spesso si manifesta come sua <em>simia<\/em>. Laddove quest&#8217;ultimo cerca l&#8217;immortalit\u00e0 biologica e l&#8217;efficienza assoluta a scapito della dignit\u00e0 intrinseca della persona, il realismo cristiano propone la via della cura, del sacrificio e della vita eterna. Disarmare le derive pi\u00f9 inquietanti dello sviluppo tecnologico non significa rifiutare il progresso scientifico, ma subordinarlo rigorosamente al primato della persona creata a immagine di Dio. La tecnica e la tecnologia devono rimanere strumenti al servizio della &#8220;magnifica umanit\u00e0&#8221; e non un idolo a cui sacrificare la nostra libert\u00e0 di scelta e la nostra capacit\u00e0 di giudizio morale.<\/p>\n<p>La vera sfida che si profila per i cristiani nell&#8217;era ipertecnologica \u00e8 dunque una sfida di resistenza antropologica e di rigenerazione culturale e, soprattutto, spirituale. Di fronte a tempi oscuri e drammatici, lo scambio verbale tra Frodo e lo stregone &#8211; custodito nel secondo capitolo de <em>La Compagnia dell&#8217;Anello<\/em> &#8211; risuona oggi come un appello <em>erga omnes<\/em>:<\/p>\n<p>\u00ab<em>Desidererei che tutto ci\u00f2 non fosse accaduto ai miei giorni<\/em>\u00bb, disse Frodo. \u00ab<em>Anch&#8217;io<\/em>\u00bb, interloqu\u00ec Gandalf, \u00ab<em>come tutti d&#8217;altronde coloro che vivono in tempi come questi. Ma non spetta a loro decidere. Tutto ci\u00f2 che dobbiamo decidere \u00e8 cosa fare con il tempo che ci viene dato<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>La Speranza, allora, non \u00e8 un vago ottimismo sentimentale, bens\u00ec \u2013 per dirla con P\u00e9guy \u2013 \u201c<em>l\u2019irriducibile bambina che cammina tra Fede e Carit\u00e0, l\u2019unica in grado di traversare i mondi<\/em>\u201d (<em>Il portico del mistero della seconda virt\u00f9<\/em>). \u00c8 lei a impedire la resa di fronte a trasformazioni tecnologiche cos\u00ec pervasive da annullare ormai ogni separazione netta tra il mondo reale e quello virtuale \u2013 l\u2019<em>onlife<\/em> di Luciano Floridi. Senza di essa, l\u2019uomo finirebbe per dimenticare che a illuminarne dignit\u00e0 ed essenza non \u00e8 uno degli schermi digitali di cui si circonda, ma il mistero dell&#8217;Incarnazione del Verbo, <em>Logos<\/em> increato ed eterno.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><strong>*Daniele Barale<\/strong> &#8211; <em>Giornalista<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo in Redazione, e riportiamo, l&#8217;articolo a firma di Daniele Barale* Il dibattito antropologico contemporaneo si trova a un bivio epocale, sospeso tra il fascino tecno-utopico e lo smarrimento esistenziale. \u00c8 in questo scenario di radicale transizione che il magistero petrino di Leone XIV ha compiuto una scelta tolkieniana: inserire la figura del saggio istar [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":200,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,5],"tags":[38,34,36,39,31,33,37,32,35,29,30],"class_list":["post-212","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-prima-pagina","category-rassegna-stampa","tag-ai","tag-enciclica","tag-gandalf","tag-intelligenza-artificiale","tag-leone-xiv","tag-magnifica-humanitas","tag-papa-francesco","tag-papa-prevost","tag-signore-degli-anelli","tag-speranza","tag-tolkien"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/212","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=212"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/212\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":222,"href":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/212\/revisions\/222"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-json\/wp\/v2\/media\/200"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=212"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=212"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=212"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}