{"id":216,"date":"2026-07-13T11:58:17","date_gmt":"2026-07-13T09:58:17","guid":{"rendered":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/?p=216"},"modified":"2026-07-28T11:13:45","modified_gmt":"2026-07-28T09:13:45","slug":"linquietante-evoluzione-delle-guerre-moderne-convenzionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/linquietante-evoluzione-delle-guerre-moderne-convenzionali\/","title":{"rendered":"L&#8217;inquietante evoluzione delle guerre moderne &#8220;convenzionali&#8221; di Marcello Croce"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Riceviamo in Redazione, e riportiamo, l\u2019articolo a firma di Marcello Croce, pubblicato in data 12 luglio 2026 su &#8220;<a href=\"https:\/\/www.laportadivetro.com\/post\/l-editoriale-della-domenica-l-inquietante-evoluzione-delle-guerre-moderne-convenzionali\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.laportadivetro.com&#8221;<\/a><\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p class=\"-Q4aO hw1z8 hD2az o-zp-\"><span class=\"ATqq4 hD2az\"><span>Si sa che dal 1945 in poi va tenuta ferma una distinzione fra guerra convenzionale e guerra nucleare. La distinzione si motiva col fatto che le bombe su Hiroshima e Nagasaki vennero sganciate dall\u2019aviazione di un Paese distante quasi 9000 chilometri, e che il Giappone non aveva alcuna arma nucleare. Erano due condizioni, la cui mancanza fino ad oggi ha avuto un effetto dissuasivo. Ma che una guerra venga definita convenzionale non \u00e8 cosa rassicurante: da tempo le guerre non vengono pi\u00f9 nemmeno dichiarate, si fanno e basta.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p class=\"-Q4aO hw1z8 hD2az o-zp-\"><span class=\"ATqq4 hD2az\"><span>Oggi le potenze atomiche della Terra sono nove: cinque riconosciute come tali dal cosiddetto Trattato di non proliferazione, e, guarda caso, sono quelle che vinsero la Seconda guerra mondiale, cio\u00e8 Usa, Russia, Regno Unito, Francia e Cina; le quattro \u201cintruse\u201d sono India, Pakistan, Corea del Nord, Israele.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p class=\"-Q4aO hw1z8 hD2az o-zp-\"><span class=\"ATqq4 hD2az\"><span>A sua volta per\u00f2 intanto la missilistica, a partire da basi terrestri, marine o sottomarine, o addirittura satellitari pu\u00f2 raggiungere la portata di 15.000 chilometri, con punte di 18.000. Il parallelo medio terrestre sappiamo che misura una lunghezza di 28.360 chilometri.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p class=\"-Q4aO hw1z8 hD2az o-zp-\"><span class=\"ATqq4 hD2az\"><span>Va poi aggiunto che nel frattempo la guerra missilistica \u00e8 giunta a un grado estremo di automatismo \u201cintelligente\u201d, vale a dire predisposto per autoregolarsi nel raggiungimento dell\u2019obiettivo. Ci\u00f2 che sta accadendo da mesi soprattutto sul fronte medio-orientale lo testimonia in modo inequivocabile.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p class=\"-Q4aO hw1z8 hD2az o-zp-\"><span class=\"ATqq4 hD2az\"><strong><span>Guerra illimitata e senza pi\u00f9 regole<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p class=\"-Q4aO hw1z8 hD2az o-zp-\"><span class=\"ATqq4 hD2az\"><span>Come uno scenario di cartapesta \u00e8 crollato l\u2019intero sistema di diritto internazionale, a partire dalle Nazioni Unite e dalla Corte di giustizia che ne dipende (per non dire della Corte penale internazionale, che fu sottoscritta da 137 Stati sovrani nel vicino 1998). \u00c8 quindi venuta meno la distinzione tra legittimit\u00e0 e delinquenza fra soggetti titolari di sovranit\u00e0 (Stati) o fra soggetti di responsabilit\u00e0 individuali (capi di Stato colpevoli di genocidio o altri crimini contro l\u2019umanit\u00e0).<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p class=\"-Q4aO hw1z8 hD2az o-zp-\"><span class=\"ATqq4 hD2az\"><span>Indipendentemente dallo sdegno che questo pu\u00f2 suscitare, ne consegue che oggi la guerra \u00e8 indefinitamente illimitata e priva di regole, fatta eccezione della distinzione fra ci\u00f2 che \u00e8 utile e ci\u00f2 che \u00e8 dannoso. In altre parole, la guerra \u00e8 esclusivamente solo pi\u00f9 economica.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p class=\"-Q4aO hw1z8 hD2az o-zp-\"><span class=\"ATqq4 hD2az\"><span>\u00c8 tale, ma non solo nel senso del mero scopo economico per il quale viene condotta. \u00c8 guerra economica nel senso primario dell\u2019assenza di regole, deregulation, del rifiuto di limiti o condizioni, come richiede il principio della libert\u00e0 di scambio. Questa osservazione mi sembra importante, perch\u00e9 segna anche la fine della pretesa di avere delle buone ragioni (la justa causa presieduta dalla Chiesa medievale) che valgano il rischio di combattere e di morire. Si pensi, per capire di cosa sto parlando, al colpo di mano fatto da Trump in Venezuela, o a quello in atto su Cuba. Alle sue mire sulla Groenlandia sostenute davanti al mondo. Oppure al raggelante genocidio \u201call\u2019aperto\u201d perpetrato da Netanyahu sulla striscia di Gaza.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p class=\"-Q4aO hw1z8 hD2az o-zp-\"><span class=\"ATqq4 hD2az\"><strong><span>Il senso dell&#8217;art. 11 della Costituzione<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p class=\"-Q4aO hw1z8 hD2az o-zp-\"><span class=\"ATqq4 hD2az\"><span>Si sa che la guerra esiste dalla memoria \u201cstorica\u201d dell\u2019uomo, e che fino a oggi al riguardo si sono scontrate almeno tre posizioni politiche. La prima \u00e8 la sua sublimazione, la seconda la sua limitazione (come eccezione), la terza il suo rifiuto. \u00c8 un argomento difficile questo da affrontare, perch\u00e9 richiede la fatica del pensiero, la paziente analisi e il confronto dei pro e dei contro.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p class=\"-Q4aO hw1z8 hD2az o-zp-\"><span class=\"ATqq4 hD2az\"><span>Se proviamo ad ammettere che la guerra sia un\u2019eccezione (e la pace perci\u00f2 costituisca la regola), credo che possiamo riconoscervi anche il senso dell\u2019articolo 11 della nostra Costituzione (che non sto qui a riprodurre, lo conosciamo tutti). Enuncia un rifiuto condizionato della guerra, circoscrivendone il senso &#8211; &#8220;come strumento di offesa alla libert\u00e0 degli altri popoli&#8221; &#8211; e la causa &#8211; &#8220;come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali&#8221;-.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p class=\"-Q4aO hw1z8 hD2az o-zp-\"><span class=\"ATqq4 hD2az\"><span>Significa, in buona sostanza, che per la nostra Costituzione la guerra \u00e8 l\u2019eccezione puramente difensiva, quella condotta per reagire alla minaccia palese di aggressione da parte di un altro Stato.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p class=\"-Q4aO hw1z8 hD2az o-zp-\"><span class=\"ATqq4 hD2az\"><span>Si potrebbe discutere delle ore per accordarsi in una casistica interpretativa di una condizione del genere. La storiografia non ci aiuta affatto. Troppo evidente che sia a Versailles che a Jalta i vincitori dettarono la loro narrazione colpevolizzando esclusivamente i vinti come aggressori, legittimando gli enormi vantaggi conseguiti.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p class=\"-Q4aO hw1z8 hD2az o-zp-\"><span class=\"ATqq4 hD2az\"><strong><span>Sublimazione dell&#8217;epica bellica<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p class=\"-Q4aO hw1z8 hD2az o-zp-\"><span class=\"ATqq4 hD2az\"><span>E oggi anche sappiamo che tutte le guerre mettono allo scoperto una lunga gestazione semi-sotterranea.<\/span><a target=\"_blank\" href=\"#n1\" rel=\"noopener\" class=\"dtqu- Cnx4-\" data-hook=\"web-link\"><u><span>[1]<\/span><\/u><\/a><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p class=\"-Q4aO hw1z8 hD2az o-zp-\"><span class=\"ATqq4 hD2az\"><span>In quanto eccezione, dunque, la guerra \u00e8 ammessa dalla nostra Costituzione, che del resto nel 1947 non poteva certo smentire la narrazione ufficiale, quella che nei trattati di pace aveva assegnato i ruoli avuti dagli Stati nel conflitto. Per questo nel 1949 l\u2019Italia di De Gasperi chiese e ottenne di entrare nella Nato (il Patto Atlantico) vincendo l\u2019opposizione intransigente (ma non pacifista) dei social-comunisti. <\/span><a target=\"_blank\" href=\"#n2\" rel=\"noopener\" class=\"dtqu- Cnx4-\" data-hook=\"web-link\"><u><span>[2]<\/span><\/u><\/a><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p class=\"-Q4aO hw1z8 hD2az o-zp-\"><span class=\"ATqq4 hD2az\"><span>Invece la sublimazione della guerra, ben nota ai cultori dell\u2019epica omerica o dell\u2019ispirazione biblica, riappare puntualmente al cospetto di stati collettivi di esaltazione ideologica, come accade oggi negli Usa o in Israele. Ed \u00e8 solo pi\u00f9 la potenza tecnologica, non il coraggio personale o lo spirito di sacrificio a rappresentare la misura di valore del fatto bellico in un mondo pervaso di spirito economico. Persino lo sterminio delle popolazioni civili del nemico, la visione delle citt\u00e0 rase al suolo rientrano in questa misura.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p class=\"-Q4aO hw1z8 hD2az o-zp-\"><span class=\"ATqq4 hD2az\"><span>Pi\u00f9 complessa e rischiosa invece \u00e8 la posizione del rifiuto categorico del ricorso alla guerra, compreso anche il caso dell\u2019eccezione appena considerato. A questo riguardo \u00e8 utile fare riferimento alla famosa lettera inviata dal papa Benedetto XV ai governi delle potenze belligeranti l\u20191 di agosto del 1917.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p class=\"-Q4aO hw1z8 hD2az o-zp-\"><span class=\"ATqq4 hD2az\"><strong><span>La denuncia di Benedetto XV<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p class=\"-Q4aO hw1z8 hD2az o-zp-\"><span class=\"ATqq4 hD2az\"><span>L\u20191 di agosto del 1917 quel Papa assunse un\u2019iniziativa estrema e dirompente, inviando una lettera a tutti i governi degli Stati in guerra.<\/span><a target=\"_blank\" href=\"#n3\" rel=\"noopener\" class=\"dtqu- Cnx4-\" data-hook=\"web-link\"><u><span>[3]<\/span><\/u><\/a><span> Nella nota diretta ai Capi di Stato \u2013 esattamente nel terzo anniversario dell\u2019inizio, e quattro mesi dopo la discesa in campo degli Stati Uniti \u2013 \u00a0Benedetto sosteneva che la guerra \u00e8 \u201cun\u2019inutile strage\u201d, delegittimandola alla radice. Dopo questa condanna esponeva il suo progetto di pace. Non insisteva sulla creazione di una specifica struttura internazionale, ma sulla riduzione degli armamenti e l\u2019istituzione di un arbitrato obbligatorio.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p class=\"-Q4aO hw1z8 hD2az o-zp-\"><span class=\"ATqq4 hD2az\"><span>Egli profetizz\u00f2 in quell\u2019ora drammatica una tendenza epocale, storica. Con la fine di un ordine statuale secolare si era aperta una nuova epoca di conflitti, caratterizzata da una guerra senza pi\u00f9 regole che ne potessero limitare gli effetti: dal momento che, per esempio, l\u2019arma aerea era in grado di bombardare citt\u00e0 inermi con i loro abitanti, un blocco navale poteva ridurre alla fame e lasciare senza soccorsi intere popolazioni, e un conflitto di quelle proporzioni stava uccidendo milioni di soldati.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p class=\"-Q4aO hw1z8 hD2az o-zp-\"><span class=\"ATqq4 hD2az\"><span>La neutralit\u00e0, che il papa aveva duramente difesa nel corso del conflitto, gli consentiva ora di assumere una responsabilit\u00e0 universale.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p class=\"-Q4aO hw1z8 hD2az o-zp-\"><span class=\"ATqq4 hD2az\"><span>L\u2019imparzialit\u00e0 assunta lo indusse ad abbandonare ogni distinzione tra giusti e ingiusti combattenti, per affermare l\u2019impossibilit\u00e0 di attribuire alla guerra moderna, con le sue tecniche dello sterminio di massa, che non distingue pi\u00f9 tra soldati e civili, il compito di fare qualche giustizia.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p class=\"-Q4aO hw1z8 hD2az o-zp-\"><span class=\"ATqq4 hD2az\"><span>Era implicita in tutto ci\u00f2 la condanna di ogni pretesa anche futura di imporre l\u2019ordine con la minaccia delle armi, fosse anche da parte di una forza legale internazionale o di una potenza dominante. Non aveva pi\u00f9 senso la distinzione pratica tra &#8220;giusti&#8221; e &#8220;criminali&#8221;, perch\u00e9 la guerra moderna stessa era divenuta un crimine.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block32\"><strong>La dottrina Grozio<\/strong><\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p class=\"-Q4aO hw1z8 hD2az o-zp-\"><span class=\"ATqq4 hD2az\"><span>Si sa come and\u00f2 invece a finire. Benedetto XV poneva fine alla dottrina che, nel secolo XVII, aveva dato inizio a una concezione del diritto internazionale basata sulla relativizzazione della guerra, sottoponendola a limiti condivisi da tutti gli Stati sovrani europei. Questa dottrina, che porta il nome di Grozio, aveva cessato di esistere da quando il mondo internazionale non era pi\u00f9 solo europeo, cio\u00e8 da quando vi erano entrati di prepotenza gli Stati Uniti d\u2019America, una ex-colonia inglese ormai divenuta la maggiore potenza economica del mondo.<\/span><a target=\"_blank\" href=\"#n4\" rel=\"noopener\" class=\"dtqu- Cnx4-\" data-hook=\"web-link\"><u><span>[4]<\/span><\/u><\/a><span> Tutta la seconda met\u00e0 del XX secolo \u00e8 segnata dal prosieguo delle guerre asiatiche condotte dagli Stati Uniti (Corea, Vietnam, Cambogia e Laos, Iraq uno e due, Afganistan, Iran\u2026).<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p class=\"-Q4aO hw1z8 hD2az o-zp-\"><span class=\"ATqq4 hD2az\"><span>Dopo la Seconda guerra mondiale, un\u2019ulteriore, costante perturbazione del diritto internazionale di origine europea fu rappresentata dal sorgere dello Stato d\u2019Israele. A questo riguardo pensiamo che risalgono a diverse centinaia le \u201crisoluzioni di condanna\u201d emesse da parte degli organismi delle Nazioni Unite (Consiglio di Sicurezza, Consiglio dei Diritti umani, Assemblea Generale) nella breve storia di questo Stato praticamente senza confini.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block36\">\n<hr \/>\n<\/div>\n<div data-breakout=\"normal\">\n<p class=\"-Q4aO hw1z8 DcaPr o-zp-\"><span class=\"ATqq4\"><strong><span>Note<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block37\">\n<h2 id=\"n1\"><\/h2>\n<p><u>[1]<\/u> Si veda, a riguardo del 1914, G. Alvi, <em>Dell\u2019estremo Occidente<\/em>, Firenze 1993. Stupenda ricostruzione della coltivazione \u201cin vitro\u201d della guerra 1914 \u2013 1945.<\/p>\n<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block38\">\n<h2 id=\"n2\"><\/h2>\n<p><u>[2]<\/u> Per la memoria, \u00e8 rilevante ricordare che il governo venne messo in difficolt\u00e0 da un Ordine del giorno presentato da Almirante, capogruppo del Msi, e appoggiato da Togliatti. (V. Atti parlamentari, 11 maggio 1949).<\/p>\n<\/div>\n<h2 id=\"n3\"><\/h2>\n<div data-hook=\"rcv-block39\"><u>[3]<\/u>\u00a0Vedi Lettera del Santo Padre Benedetto XV ai capi dei popoli belligeranti, 1 di agosto 1917.<\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block40\">\n<h2 id=\"n4\"><\/h2>\n<p><u>[4]<\/u>\u00a0 Vedi C. Schmitt, Il nomos della terra, Milano 1991.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo in Redazione, e riportiamo, l\u2019articolo a firma di Marcello Croce, pubblicato in data 12 luglio 2026 su &#8220;www.laportadivetro.com&#8221; &nbsp; Si sa che dal 1945 in poi va tenuta ferma una distinzione fra guerra convenzionale e guerra nucleare. 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