{"id":254,"date":"2026-09-07T12:35:21","date_gmt":"2026-09-07T10:35:21","guid":{"rendered":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/?p=254"},"modified":"2026-09-07T12:35:21","modified_gmt":"2026-09-07T10:35:21","slug":"il-trauma-il-tempo-e-la-decostruzione-del-sacro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/il-trauma-il-tempo-e-la-decostruzione-del-sacro\/","title":{"rendered":"Il trauma, il tempo e la decostruzione del sacro"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Riceviamo in Redazione, e riportiamo, l&#8217;articolo a firma di Daniele Barale* pubblicato in data 30 luglio 2026 su <a href=\"https:\/\/www.tempi.it\/\">www.tempi.it<\/a>.\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019Odissea di Nolan si presenta come una cattedrale visiva d\u2019indubbio valore formale, ma che rinuncia alla dimensione del Mistero.\u00a0<\/em><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Semplice ma non scontato: quella portata sul grande schermo da Christopher Nolan \u00e8 l\u2019Odissea di Omero (o del collettivo di aedi noto con tale nome), uno dei pilastri fondativi della nostra civilt\u00e0, integralmente riletta attraverso i temi \u201ccavallo di battaglia\u201d del regista britannico. C\u2019\u00e8 l\u2019idea della fine di una civilt\u00e0 \u2014 con uno sguardo che sembra attingere dal monumentale<span>\u00a0<\/span><em>Declino e caduta dell\u2019Impero romano<\/em><span>\u00a0<\/span>del conterraneo Edward Gibbon \u2014, l\u2019ossessione per l\u2019ordine insidiato dal caos, le ramificazioni della memoria e del tempo, il sacrificio, il n\u00f3stos come orizzonte drammatico supremo e una ben precisa, per quanto problematica, idea di fede.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nolan era destinato a incontrare Odisseo. Il regista che ha costruito la propria carriera sull\u2019architettura dei salti temporali, dei flashback e del montaggio alternato non poteva che misurarsi con l\u2019opera che ha inventato la struttura anacronica (tra analessi e prolessi) della narrazione occidentale. Tuttavia, la prova in sala restituisce un giudizio complesso: da un lato l\u2019impatto di un grande spettacolo cinematografico di quasi tre ore che scorrono senza provocare il sonno grazie a una regia d\u2019acciaio; dall\u2019altro il retrogusto amaro di un\u2019opera che, nell\u2019addomesticare il mito, ne smarrisce la sostanza profonda.<\/p>\n<section id=\"leggi-anche-block_eb2727132b22594de2d5e9ed867014b3\" class=\"double-border py-3 my-4 my-lg-6 block-leggi-anche\"><\/section>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il cortocircuito storico e la demitizzazione nolaniana<\/h2>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo scoglio su cui urta l\u2019operazione nolaniana \u00e8 il rapporto con la storiografia e con il testo originario. Se il cinema di finzione ha pieno diritto alla rielaborazione poetica, la sceneggiatura scivola in anacronismi difficilmente digeribili anche per il lettore meno rigoroso. Quando il protagonista si lamenta esplicitamente del fatto che \u00abl\u2019Et\u00e0 del bronzo sta finendo\u00bb, si assiste a una proiezione storiografica paradossale: nessun uomo dei tempi antichi definiva la propria epoca attraverso categorie storiografiche create dai manuali contemporanei.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo si sommano scelte visive e di costume che oscillano tra il disorientante e il grottesco: dai Lestrigoni trasformati in guerrieri abbigliati con bizzarre armature tardomedievali, invece di essere mostrati come rozzi giganti antropofagi, ad Agamennone che nel sembiante oscilla tra Darth Vader e il Batman dello stesso Nolan, fino alle navi dalle linee squisitamente norrene che solcano il Mediterraneo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma, se questi dettagli visivi potrebbero essere derubricati a licenze stilistiche, la vera mutilazione risiede nella chirurgia strutturale applicata alla trama. La cancellazione pi\u00f9 grave \u00e8 la totale scomparsa dell\u2019isola di Scheria, di re Alcinoo e di Nausicaa. Nel poema omerico i Feaci non rappresentano una digressione decorativa, ma la culla della civilt\u00e0 e della xen\u00eda (la sacra ospitalit\u00e0), nonch\u00e9 il luogo meta-narrativo (il racconto nel racconto) in cui Odisseo riacquista la propria dimensione umana e poetica raccontando le sue peripezie. Eliminarli significa privare la storia della sua unica vera svolta di civilt\u00e0 \u2014 il passaggio dal mondo selvaggio delle mostruosit\u00e0 alla riammissione nella comunit\u00e0 degli uomini \u2014, costringendo il film a reinventare un espediente per far sbarcare il reduce a Itaca.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con un\u2019analoga contrazione, Nolan fonde la ninfa Calipso e i Lotofagi. Se in Omero i mangiatori di loto offrono la fuga vegetale dall\u2019identit\u00e0 e Calipso incarna la prigionia sentimentale e l\u2019illusione dell\u2019immortalit\u00e0, la loro sintesi cinematografica riduce tutto a una trappola psicotropa. Calipso diventa una sorta di terapista dell\u2019inconscio che somministra sostanze per favorire la rimozione del trauma, trasformando l\u2019orizzonte del mito in un trip allucinogeno in cui la posta in gioco non \u00e8 la salvezza dell\u2019anima o il ritorno, ma la gestione clinica della memoria.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche l\u2019entrata nella grotta del gigante monocolo, figlio del dio Poseidone, rivela le aporie di questa impostazione. Risulta emblematico che \u201cUlisse Damon\u201d, caratterizzato come il pi\u00f9 scettico e razionalista tra i suoi compagni, non comprenda il registro disperato delle parole che Polifemo rivolge al padre divino; a percepirne la portata trascendente sono soltanto i compagni meno razionalisti e pi\u00f9 semplici, quasi a voler confermare quel tipico pregiudizio illuminista per cui il sacro e la religione sarebbero cose da persone ignoranti e popolani.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E scompare cos\u00ec il vertice tragico in cui l\u2019eroe passa dal definirsi Nessuno a urlare, per hybris, il proprio vero nome: \u00e8 da quell\u2019atto di orgoglio che nasce la maledizione di Poseidone, e privarne il racconto significa disinnescare il motore primario dell\u2019ira divina.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019orizzonte teologico: l\u2019esistenzialismo cupo e la colpevolizzazione dell\u2019Occidente<\/h2>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da un punto di vista spirituale e filosofico, l\u2019opera risente profondamente del tempo post-sacrale e, quindi, post-cristiano in cui nasce (d\u2019altronde, Cristo \u00e8 fonte e compimento del sacro). Nolan \u2014 autore anglosassone di formazione illuminista e razionalista \u2014 risente dell\u2019esistenzialismo cupo e angoscioso proprio del protestantesimo del Nord Europa (sulla scorta di Bergman e Dreyer). Il regista prova cos\u00ec a raccontare un mito intriso, all\u2019origine, di una tragica e luminosa solarit\u00e0 mediterraneo-egea, finendo per trasfigurarlo nel ritratto di un uomo contemporaneo solo e prigioniero dei propri mostri.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il divino viene ridotto a un \u201cminimo sindacale\u201d, come dichiara l\u2019esergo d\u2019apertura: \u00abA little magic, a little superstition, and a lot of human nature\u00bb. Gli d\u00e8i regrediscono a superstizione, a mostruosit\u00e0 cieca \u2014 Polifemo non parla, ma bercia \u2014, all\u2019impetuosit\u00e0 degli elementi naturali o ad allucinazione. Quando la divinit\u00e0 si manifesta, somiglia alla proiezione di un senso di colpa: Atena (interpretata da Zendaya) non \u00e8 la dea della sapienza, ma la coscienza tormentata di Ulisse che assume i tratti di una giovane sacerdotessa uccisa a Troia dai compagni Achei dello stesso protagonista.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La persona cessa di essere definita dal legame con il trascendente. Se per la concezione di un Dio personale si \u00e8 dovuto attendere il cristianesimo, i greci avevano gi\u00e0 \u2014 tramite i<span>\u00a0<\/span><em>Semina Verbi<\/em><span>\u00a0<\/span>\u2014 una viva percezione della presenza antropomorfizzata degli d\u00e8i, testimoniata da ogni canto omerico.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019orizzonte teologico: l\u2019esistenzialismo cupo e la colpevolizzazione dell\u2019Occidente<\/h2>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo quadro si inseriscono le evidenti concessioni al conformismo woke del cinema contemporaneo \u2014 dal casting di Elena e della gemella Clitemnestra affidate ad attrici afrodiscendenti, alla scelta di un interprete transgender per Sinone, fino all\u2019inserimento di marinai asiatici tra le file dell\u2019equipaggio di Ulisse, presenze visibilmente anacronistiche nel Mediterraneo del Tardo Bronzo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, le critiche concentrate unicamente su questi dettagli rischiano di non cogliere la portata reale dell\u2019operazione. Personaggi come Sinone \u2014 a cui Nolan concede uno spazio persino eccessivo a fronte di una presenza del tutto marginale nel poema omerico, essendo una figura cara semmai al libro II dell\u2019Eneide virgiliana e al XXX canto dell\u2019Inferno dantesco \u2014 o le stesse Elena e Clitemnestra occupano, nell\u2019economia del racconto, un ruolo talmente circoscritto da non spostare l\u2019asse drammaturgico.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vera e pi\u00f9 profonda deriva ideologica del film risiede nella tesi di fondo: un\u2019autentica colpevolizzazione dell\u2019Occidente e delle sue radici. Dietro la facciata dell\u2019inclusivit\u00e0 e del linguaggio contemporaneo, la pellicola veicola l\u2019idea che l\u2019Occidente non sia altro che un\u2019entit\u00e0 violenta, rapace, capace di portare unicamente guerra, saccheggio e distruzione.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 emerge chiaramente nella forzatura storica e narrativa con cui Nolan sovrappone gli Achei \u2014 e lo stesso Odisseo con i suoi uomini \u2014 ai celebri Popoli del Mare, i grandi e devastatori predoni dell\u2019antichit\u00e0. Trasformare i padri della poesia classica nei precursori del barbarismo distruttivo risponde a una ben precisa agenda di smantellamento del mito fondativo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo programmatico ridimensionamento ideologico si aggiunge poi un\u2019omissione rivelatrice: la completa e assordante assenza di qualsiasi citazione di Achille. Nel film l\u2019eroe per eccellenza dell\u2019epos omerico non viene mai neppure menzionato. Una scelta che ha tutto il sapore dello smacco woke alla cultura classica: cancellare Achille significa eliminare la tensione ideale del kl\u00e9os (la gloria ereditata e conquistata eternamente attraverso il valore) per evitare ogni celebrazione dell\u2019eroismo virile e della virt\u00f9 guerriera tradizionale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019epopea omerica viene cos\u00ec ridotta a una parabola desacralizzante e psicanalitica sul reducismo, dove Odisseo viene spogliato della sua statura epica e trasformato in un \u201cRambo\u201d dell\u2019antichit\u00e0, spezzato dallo stress post-traumatico. Il n\u00f3stos \u2014 il sacro ritorno a casa che per gli antichi rappresentava la ricomposizione dell\u2019ordine e la riconquista degli affetti \u2014 diventa qui il ritorno di un reduce, non pi\u00f9 quello di un uomo, di un padre o di un marito.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prospettiva di Nolan sembra condannare l\u2019essere umano a coincidere unicamente con la ferita che lo affligge, privandolo dell\u2019idea che possa esistere qualcosa \u2014 come l\u2019amore della sposa, il legame con il figlio o il calore della propria terra \u2014 in grado di restituirgli la dignit\u00e0 perduta.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non a caso, tra i celebri epiteti attribuiti all\u2019eroe dalla tradizione classica \u2014 Pol\u00fdm\u0113tis (dall\u2019ingegno multiforme), Pol\u00fdtropos (dal continuo vagare), Pol\u00fdmechanos (ricco di risorse) \u2014, l\u2019unico che la lente del regista sceglie di esasperare \u00e8 Pol\u00fdtlas: ossia \u201ccolui che ha molto sopportato\u201d, il martire del trauma, l\u2019uomo schiacciato dal peso e dalla colpa delle proprie azioni.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il linguaggio cinematografico: tra spettacolo titanico e ritmi da reel di Instagram<\/h2>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista strettamente cinematografico, la regia di Nolan conferma una t\u00e9chne indiscutibile. Il film possiede un ritmo incessante, e l\u2019uso delle inquadrature ad ampio respiro in formato IMAX regala scorci visivi di rara potenza che non affaticano mai lo sguardo, garantendo tre ore di intrattenimento ad altissima tensione formale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, questo impianto spettacolare svela il suo rovescio della medaglia nel montaggio e nella gestione dei personaggi. Le scene si succedono spesso con una frenesia talmente serrata da richiamare la fruizione frammentata e compulsiva dei social media, a scapito dei lunghi dialoghi e dei tempi di respiro che, nell\u2019epica classica, costruiscono il legame emotivo con lo spettatore.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La componente attoriale offre prove altalenanti. Anne Hathaway regala una prestazione ottima nei panni di Penelope, sebbene la sceneggiatura la spinga verso toni un tantino troppo isterici e quasi intenzionata a consegnarsi ai Proci, tradendo la compostezza dell\u2019attesa virtuosa del marito.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se Robert Pattinson riesce a delineare una figura di antagonista affilata e detestabile al punto giusto, interpreti come Tom Holland e Zendaya appaiono spesso estranei al contesto classico, proponendo una recitazione troppo contemporanea e disinvolta. Zendaya, in particolare, resta ingabbiata in un ruolo depotenziato da poche battute non particolarmente profonde, che rende la presenza di Atena quasi un orpello formale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo quadro di luci e ombre spicca tuttavia la scena dell\u2019incontro tra Ulisse e il vecchio cane Argo: una sequenza resa con grande delicatezza e finalmente degna di una delle pagine pi\u00f9 commoventi e poetiche dell\u2019intera letteratura epica.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nemmeno lo sviluppo morale dei protagonisti riesce a trovare un adeguato compimento. L\u2019unica scena in cui Odisseo mostra un reale rimorso per il cruento saccheggio di Troia arriva tardi e dura troppo poco per dare uno spessore etico a un\u2019azione altrimenti risolta in fughe frenetiche e duelli diretti.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019apice di questa deriva d\u2019azione si tocca nello scontro finale con i Proci a Itaca, dove la resa dei conti perde ogni solennit\u00e0 sacrale per trasformarsi in una sequenza ipercinetica che ammicca ai codici stilistici tipici dei film del Marvel Cinematic Universe o dei revenge movie alla Tarantino.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Persino la grande cornice scenografica tradisce questa contrazione: Troia e le sue mura sono mostrate con dimensioni cos\u00ec ridotte \u2014 ben lontane dall\u2019eute\u00edcheos (\u201cdalle belle mura\u201d) omerico \u2014 che gli Achei avrebbero potuto usare il cavallo di legno quale semplice ariete per penetrarle, rivelandosi un artificio ben distante dalla vertiginosa astuzia della m\u00eatis.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In ultima analisi, l\u2019Odissea nolaniana si presenta come una cattedrale visiva d\u2019indubbio valore formale, capace di avvincere lo spettatore per quasi tre ore senza un momento di stanchezza. Ci\u00f2 che tuttavia ne penalizza l\u2019esito profondo \u00e8 la rinuncia, appunto, alla dimensione del Mistero.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel titanico sforzo di tradurre il poema in un dramma moderno sulla solitudine dell\u2019uomo, sulle colpe della guerra e sul crollo delle istituzioni civili, Nolan finisce per ritrarre un reduce prigioniero dei propri mostri interiori, incapace di alzare lo sguardo verso il cielo e privo di quel respiro sacro che rende l\u2019opera di Omero non la cronaca di un trauma, ma l\u2019avventura intrisa di Eterno dell\u2019umano desideroso di tornare a Casa.<\/p>\n<p>[<em><strong>Autore<\/strong><\/em>: <em>Daniele Barale, giornalista |\u00a0<\/em><em><strong>Fonte<\/strong><\/em>: <a href=\"https:\/\/www.tempi.it\/il-trauma-il-tempo-e-la-decostruzione-del-sacro\/\">https:\/\/www.tempi.it\/il-trauma-il-tempo-e-la-decostruzione-del-sacro\/<\/a>]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo in Redazione, e riportiamo, l&#8217;articolo a firma di Daniele Barale* pubblicato in data 30 luglio 2026 su www.tempi.it.\u00a0 L\u2019Odissea di Nolan si presenta come una cattedrale visiva d\u2019indubbio valore formale, ma che rinuncia alla dimensione del Mistero.\u00a0 Semplice ma non scontato: quella portata sul grande schermo da Christopher Nolan \u00e8 l\u2019Odissea di Omero (o [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[50,4,5],"tags":[70,68,22,72,65,66,67,69,71],"class_list":["post-254","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli-esterni","category-prima-pagina","category-rassegna-stampa","tag-barale","tag-christopher-nolan","tag-daniele-barale","tag-film","tag-nolan","tag-odissea","tag-omero","tag-tempi","tag-the-odyssey"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/254","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=254"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/254\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":255,"href":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/254\/revisions\/255"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=254"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=254"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=254"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}