{"id":256,"date":"2026-09-08T12:50:09","date_gmt":"2026-09-08T10:50:09","guid":{"rendered":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/?p=256"},"modified":"2026-09-08T12:50:45","modified_gmt":"2026-09-08T10:50:45","slug":"la-liberta-la-politica-la-chiesa-la-lezione-di-leone-xiv-tra-san-marino-e-rimini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/la-liberta-la-politica-la-chiesa-la-lezione-di-leone-xiv-tra-san-marino-e-rimini\/","title":{"rendered":"La libert\u00e0, la politica, la Chiesa: la lezione di Leone XIV tra San Marino e Rimini"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Riceviamo in Redazione, e riportiamo, l&#8217;articolo a firma di Marco Margrita*, pubblicato in data 25 Agosto 2026 su &#8220;<a href=\"http:\/\/www.strumentipolitici.it\">www.strumentipolitici.it<\/a>&#8220;.\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<blockquote><p><em>Non c\u2019\u00e8 vera libert\u00e0 civile senza libert\u00e0 personale, cio\u00e8 senza il rispetto e la promozione della dignit\u00e0 della persona umana, di cui la libert\u00e0 \u00e8 una componente essenziale. Questa libert\u00e0 \u00e8 donata e garantita, in ultima analisi, da Dio, la cui voce risuona nella coscienza di ogni essere umano. Promuovere la libert\u00e0 comporta difendere gli spazi della coscienza.<\/em><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify\">E ancora:<\/span><span style=\"text-align: justify\">\u00a0<\/span><em style=\"text-align: justify\">\u00abAl falso realismo, che riarma le menti, le parole e le nazioni, la cultura cattolica ha oggi da opporre il realismo della misericordia, per il quale non possono esistere nemici e tutti, anche gli avversari, sono fratelli e sorelle da guardare negli occhi e incontrare nella verit\u00e0\u00bb<\/em><span style=\"text-align: justify\">.<\/span><\/p><\/blockquote>\n<p>Trascorsi alcuni giorni dalla visita di<span>\u00a0<\/span><strong>papa Leone XIV<\/strong>, il 22 agosto scorso, a uno dei pi\u00f9 piccoli Stati d\u2019Europa \u2013 San Marino, considerata la pi\u00f9 antica Repubblica del mondo \u2013 e a quello che \u00e8 ormai legittimamente considerato uno dei grandi appuntamenti culturali del continente, il Meeting per l\u2019amicizia fra i popoli di Rimini, opera del carisma di<span>\u00a0<\/span><strong>Comunione e Liberazione<\/strong><span>\u00a0<\/span>che chiude domani la sua 47\u00aa edizione, vale la pena sottrarsi per qualche momento all\u2019emozione dell\u2019evento e tornare alle parole pronunciate dal Pontefice. Perch\u00e9, lette insieme, le due tappe romagnole restituiscono qualcosa di pi\u00f9 di due discorsi rivolti a due pubblici differenti. Disegnano una visione.<span>\u00a0<\/span><\/p>\n<h4>Libertas<\/h4>\n<p>La prima cosa che colpisce \u00e8 proprio la continuit\u00e0 fra San Marino e Rimini. Sul Titano Leone XIV parte dalla parola<span>\u00a0<\/span><em>\u00abLibertas\u00bb<\/em><span>\u00a0<\/span>e la sottrae sia a una concezione puramente individualistica sia a una lettura esclusivamente<span>\u00a0<\/span><a href=\"https:\/\/strumentipolitici.it\/la-liberta-la-politica-la-chiesa-la-lezione-di-leone-xiv-tra-san-marino-e-rimini\/#\" class=\"google-anno\" data-google-vignette=\"false\" data-google-interstitial=\"false\">\u00a0<span class=\"google-anno-t\">politica<\/span><\/a>. La libert\u00e0 civile, dice, non pu\u00f2 esistere senza libert\u00e0 personale, e quella personale non pu\u00f2 essere separata dalla dignit\u00e0 della persona e dal primato della coscienza. Ma subito aggiunge che<span>\u00a0<\/span><em>\u00abla libert\u00e0 si realizza nel dono, nella comunione, nell\u2019incontro e nel dialogo\u00bb<\/em>. Non dunque l\u2019individuo contro la comunit\u00e0, n\u00e9 la comunit\u00e0 contro l\u2019individuo. La libert\u00e0 cristianamente intesa \u00e8 una libert\u00e0 relazionale.<\/p>\n<p>\u00c8 un passaggio decisivo anche sul piano<span>\u00a0<\/span><a href=\"https:\/\/strumentipolitici.it\/la-liberta-la-politica-la-chiesa-la-lezione-di-leone-xiv-tra-san-marino-e-rimini\/#\" class=\"google-anno\" data-google-vignette=\"false\" data-google-interstitial=\"false\">\u00a0<span class=\"google-anno-t\">politico<\/span><\/a>. Perch\u00e9, se la libert\u00e0 non coincide con l\u2019autosufficienza e se la comunione non coincide con l\u2019uniformit\u00e0, allora una societ\u00e0 libera non \u00e8 quella nella quale tutti pensano allo stesso modo, ma quella nella quale le differenze possono esistere, incontrarsi e concorrere al bene comune. Il Papa lo dice con un\u2019immagine biblica molto efficace: San Marino, come la Gerusalemme ricostruita da Neemia, dovrebbe rappresentare l\u2019opposto della Babele dell\u2019omologazione. Neemia<span>\u00a0<\/span><em>\u00abcostruisce i legami prima ancora delle pietre\u00bb e il suo stile \u00e8 \u00abla comunione, non l\u2019uniformit\u00e0\u00bb<\/em>, un\u2019armonia nella quale ciascuno assume la propria parte.<\/p>\n<h4>Diritto alla differenza<\/h4>\n<p>\u00c8 qui che la libert\u00e0 diventa anche, in senso sostanziale, diritto alla differenza. Non \u00e8 una formula che il Papa pronuncia testualmente a San Marino, ma \u00e8 una conseguenza assai chiara della sua impostazione: la differenza non \u00e8 una minaccia da neutralizzare, bens\u00ec una condizione della comunione. Lo stesso tema ritorna con forza a Rimini, quando Leone XIV chiede ai giovani di<span>\u00a0<\/span><em>\u00aballargare i vostri legami oltre ogni appartenenza troppo ristretta\u00bb<\/em><span>\u00a0<\/span>e di contrastare ci\u00f2 che allontana da fratelli e sorelle<span>\u00a0<\/span><em>\u00abdi culture, sensibilit\u00e0 e provenienze diverse\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>Questa impostazione ha poi una precisa ricaduta sulla concezione del potere. A San Marino il Papa non si limita a celebrare la singolarit\u00e0 di un piccolo Stato. Ne individua una possibile funzione esemplare<em>: \u00abpu\u00f2 essere un \u201claboratorio\u201d di buona politica\u00bb<\/em>, nel quale, senza derogare alla laicit\u00e0 dello Stato, \u00e8 possibile attingere ai principi della Dottrina sociale cattolica: bene comune, destinazione universale dei beni, sussidiariet\u00e0, solidariet\u00e0, giustizia sociale.<span>\u00a0<\/span><\/p>\n<h4>Laboratorio<\/h4>\n<p>La parola<span>\u00a0<\/span><em>\u00ablaboratorio\u00bb<\/em><span>\u00a0<\/span>\u00e8 particolarmente interessante. Non indica un modello da esportare meccanicamente, ma un luogo nel quale sperimentare una diversa qualit\u00e0 della politica. Una politica pi\u00f9 prossima alle persone, nella quale il potere non si concentri fino a diventare dominio, ma sia distribuito, responsabilizzato, sottoposto alla logica della sussidiariet\u00e0 e orientato al bene comune.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista, il riferimento alla dimensione internazionale non \u00e8 casuale. Leone XIV associa la peculiarit\u00e0 di San Marino alla sua vocazione diplomatica e alla sua adesione al multilateralismo, indicati come vie privilegiate per coltivare le relazioni fra le nazioni. E contrappone alle<span>\u00a0<\/span><em>\u00abretoriche aggressive\u00bb<\/em><span>\u00a0<\/span>e alle<span>\u00a0<\/span><em>\u00ablogiche di potenza\u00bb<\/em><span>\u00a0<\/span>una diplomazia capace di dialogare anche con gli interlocutori pi\u00f9 scomodi.<\/p>\n<p>Ne emerge una concezione che possiamo definire multipolare, sebbene il Papa non utilizzi questo termine in quel passaggio: non un mondo nel quale un unico soggetto \u2013 Stato, potenza economica, organizzazione o tecnologia \u2013 pretende di determinare la direzione di tutti gli altri, ma una realt\u00e0 nella quale molteplici soggetti possano concorrere, dialogare e bilanciarsi. Il multilateralismo diventa cos\u00ec la traduzione internazionale di una convinzione antropologica: nessuno \u00e8 padrone dell\u2019intera realt\u00e0 e nessuno pu\u00f2 pretendere di ridurre l\u2019altro alla propria misura.<\/p>\n<h4>I rapporti di potere ingiusti<\/h4>\n<p>A Rimini questo ragionamento acquista una dimensione ancora pi\u00f9 esplicita. Leone XIV chiede di<span>\u00a0<\/span><em>\u00absmascherare i rapporti di potere ingiusti\u00bb<\/em>, individuandoli alla radice delle diseguaglianze, della guerra e dei disastri ambientali. E invita a liberare<span>\u00a0<\/span><em>\u00abla convivenza dal sospetto, la cultura dalla prepotenza, l\u2019educazione dall\u2019ideologia, il lavoro dall\u2019idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza dai business della morte\u00bb<\/em>.<span>\u00a0<\/span><\/p>\n<p>\u00c8 una critica radicale della cultura della potenza. Ma non \u00e8 una critica antimoderna, n\u00e9 semplicemente anti-economica o anti-tecnologica. Il problema non sono gli strumenti in s\u00e9: \u00e8 il loro assoggettamento a una logica di dominio. Per questo il Papa parla di<span>\u00a0<\/span><em>\u00abinversione di rotta\u00bb<\/em><span>\u00a0<\/span>e chiede che proprio le organizzazioni nelle quali le persone operano diventino luoghi capaci di rendere concreta la conversione. Non una fuga dalla realt\u00e0, dunque, ma un cambiamento della realt\u00e0 attraverso persone e comunit\u00e0 che imparino ad abitarla diversamente.<\/p>\n<h4>La misericordia come criterio politico<\/h4>\n<p>Qui si comprende anche il significato del secondo grande asse dei due discorsi: la misericordia come criterio<span>\u00a0<\/span><a href=\"https:\/\/strumentipolitici.it\/la-liberta-la-politica-la-chiesa-la-lezione-di-leone-xiv-tra-san-marino-e-rimini\/#\" class=\"google-anno\" data-google-vignette=\"false\" data-google-interstitial=\"false\">\u00a0<span class=\"google-anno-t\">politico<\/span><\/a>.<span>\u00a0<\/span><em>\u00abAl falso realismo, che riarma le menti, le parole e le nazioni\u00bb<\/em>, Leone XIV oppone<span>\u00a0<\/span><em>\u00abil realismo della misericordia\u00bb<\/em>. Non si tratta di buonismo, perch\u00e9 il Papa non nega affatto l\u2019esistenza del male e del peccato. Dice piuttosto che il male non pu\u00f2 essere combattuto replicandone la logica. Per questo<span>\u00a0<\/span><em>\u00abnon possono esistere nemici\u00bb<\/em>: anche l\u2019avversario deve essere guardato negli occhi e incontrato nella verit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 probabilmente uno dei passaggi politicamente pi\u00f9 forti del discorso. In un tempo nel quale la costruzione del nemico \u00e8 diventata uno strumento ordinario della comunicazione<span>\u00a0<\/span><a href=\"https:\/\/strumentipolitici.it\/la-liberta-la-politica-la-chiesa-la-lezione-di-leone-xiv-tra-san-marino-e-rimini\/#\" class=\"google-anno\" data-google-vignette=\"false\" data-google-interstitial=\"false\">\u00a0<span class=\"google-anno-t\">politica<\/span><\/a>, della propaganda e persino della mobilitazione sociale, il Papa propone un\u2019altra grammatica. La misericordia non \u00e8 il contrario della verit\u00e0: \u00e8 il modo nel quale la verit\u00e0 pu\u00f2 essere cercata senza trasformarsi in arma. E l\u2019incontro non \u00e8 la rinuncia al giudizio, ma il rifiuto di trasformare il giudizio sull\u2019errore in una condanna dell\u2019altro come persona.<\/p>\n<h4>Un messaggio. alla Chiesa<\/h4>\n<p>\u00c8 qui che il discorso di Rimini va probabilmente letto in una prospettiva pi\u00f9 ampia di quella del rapporto fra Leone XIV e Comunione e Liberazione. Il Papa parla certamente al Meeting e riconosce la storia di CL, la figura di don Giussani e il valore della sua esperienza. Ma, proprio nel momento in cui riconosce che il Meeting \u00e8 diventato<span>\u00a0<\/span><em>\u00abun crocevia per la Chiesa e per la societ\u00e0\u00bb<\/em>, colloca quell\u2019esperienza<span>\u00a0<\/span><em>\u00abnella comunione pi\u00f9 grande della Chiesa\u00bb<\/em><span>\u00a0<\/span>e<span>\u00a0<\/span><em>\u00aba servizio di un\u2019umanit\u00e0 che ha fame e sete di giustizia\u00bb<\/em>.<span>\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Il destinatario ultimo, dunque, \u00e8 la<span>\u00a0<\/span><a href=\"https:\/\/strumentipolitici.it\/la-liberta-la-politica-la-chiesa-la-lezione-di-leone-xiv-tra-san-marino-e-rimini\/#\" class=\"google-anno\" data-google-vignette=\"false\" data-google-interstitial=\"false\">\u00a0<span class=\"google-anno-t\">Chiesa<\/span><\/a><span>\u00a0<\/span>intera. E non soltanto la Chiesa intesa come istituzione, ma il popolo cristiano chiamato a misurarsi con la storia. Lo si vede soprattutto nella parte finale del discorso, quando il Papa passa dall\u2019indirizzo al Meeting a una sorta di programma ecclesiale:<span>\u00a0<\/span><em>\u00abapritevi a una vera cattolicit\u00e0\u00bb<\/em>, allargate i legami, uscite dalle appartenenze ristrette, andate incontro a tutti. E poi:<span>\u00a0<\/span><em>\u00abAmate sempre la Chiesa! Amate e preservate l\u2019unit\u00e0\u00bb<\/em>.<\/p>\n<h4>Differenze, culture, sensibilit\u00e0 e provenienze<\/h4>\n<p>Non \u00e8 una parentesi ecclesiastica dentro un discorso civile. \u00c8 il punto di arrivo del ragionamento. Per Leone XIV, infatti, la presenza cristiana nel mondo non pu\u00f2 essere separata dalla forma che assume la Chiesa. Una Chiesa chiusa nella propria appartenenza non sarebbe in grado di offrire al mondo quella cultura dell\u2019incontro che il Papa propone. Al contrario, una Chiesa realmente cattolica deve essere capace di tenere insieme differenze, culture, sensibilit\u00e0 e provenienze.<\/p>\n<p>Per questo \u00e8 particolarmente significativo il riferimenti alla sinodalit\u00e0:<span>\u00a0<\/span><em>\u00abnon \u00e8 il nome di un processo, ma la natura di un popolo\u00bb<\/em>. E subito dopo arriva una definizione di autorit\u00e0 che ha una portata non soltanto ecclesiale:<span>\u00a0<\/span><em>\u00abl\u2019autorit\u00e0 si converte in servizio, che onora le diversit\u00e0 e ne facilita l\u2019armonia\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>\u00c8 ragionevolmente questa la chiave che consente di leggere insieme San Marino e Rimini. Dalla libert\u00e0 personale alla libert\u00e0 politica; dalla libert\u00e0 politica alla qualit\u00e0 delle istituzioni; dalle istituzioni alla convivenza internazionale; dalla convivenza internazionale alla forma della Chiesa. In ogni passaggio ritorna la stessa alternativa: potere o servizio, uniformit\u00e0 o armonia, dominio o incontro, paura o amicizia, realismo della forza o realismo della misericordia.<span>\u00a0<\/span><\/p>\n<h4>La chiave di lettura della realt\u00e0<\/h4>\n<p>E al centro, in una visione dichiaratamente cristocentrica, c\u2019\u00e8 Cristo. Non come semplice riferimento identitario del mondo cattolico, ma come criterio di lettura della realt\u00e0. A Rimini Leone XIV non lascia dubbi:<span>\u00a0<\/span><em>\u00abSiamo tutti discepoli di Ges\u00f9\u00bb<\/em>; l\u2019amore \u00e8 la forza capace di cambiare il mondo;<span>\u00a0<\/span><em>\u00abla verit\u00e0 si incontra solo nella libert\u00e0\u00bb<\/em>; la Chiesa non cresce attraverso la conquista, ma<span>\u00a0<\/span><em>\u00abper attrazione\u00bb<\/em>. \u00c8 una concezione profondamente cattolica e, proprio per questo, non settaria. Il Papa non chiede ai cattolici di costruire una fortezza culturale.<\/p>\n<p>Chiede loro di diventare riconoscibili dentro la realt\u00e0 attraverso una forma di vita. Non una presenza fondata sul potere, sull\u2019influenza o sulla nostalgia di una perduta centralit\u00e0, ma sulla capacit\u00e0 di generare legami, speranza, giustizia, educazione, cura. Cos\u00ec ammettere che \u00a0<em>\u00abuna certa perdita di influenza, che noi adulti abbiamo forse temuto e combattuto, doveva rivelarci che possiamo stimare di pi\u00f9 la potenza del Vangelo<\/em>\u00bb implica il liberare il cattolicesimo dalla tentazione di confondere la propria missione con la propria influenza sociale.<\/p>\n<p>Leone XIV sembra dire che il futuro della Chiesa non passa necessariamente dal recupero di una posizione dominante, ma dalla riscoperta della sua universalit\u00e0. Cattolico significa, prima di tutto, non ridursi a una parte. Significa essere capaci di abitare le differenze senza dissolverle, di entrare nel confronto senza paura, di cercare la verit\u00e0 senza trasformarla in un\u2019arma identitaria.<\/p>\n<h4>Politica e Chiesa<\/h4>\n<p>E allora i due discorsi del 22 agosto possono essere letti come le due facce di una medesima proposta. A San Marino il Papa ha parlato alla<span>\u00a0<\/span><a href=\"https:\/\/strumentipolitici.it\/la-liberta-la-politica-la-chiesa-la-lezione-di-leone-xiv-tra-san-marino-e-rimini\/#\" class=\"google-anno\" data-google-vignette=\"false\" data-google-interstitial=\"false\">\u00a0<span class=\"google-anno-t\">politica<\/span><\/a>: la libert\u00e0 deve essere personale, la democrazia prossima, il potere distribuito e responsabilizzato, la politica orientata alla cura dell\u2019umano. A Rimini ha parlato alla Chiesa: la fede deve uscire dalle appartenenze ristrette, la comunit\u00e0 deve farsi incontro, l\u2019autorit\u00e0 servizio, la cattolicit\u00e0 apertura.<\/p>\n<p>In entrambi i casi, per\u00f2, il punto di partenza e quello di arrivo coincidono: la persona. Prima dei confini, delle istituzioni e delle appartenenze<span>\u00a0<\/span><em>\u00abci sono sempre le persone\u00bb<\/em>, ha ricordato Leone XIV. \u00c8 una frase semplice che contiene forse l\u2019intero programma. Perch\u00e9 se prima delle identit\u00e0 vengono le persone, allora nessuna politica pu\u00f2 sacrificare l\u2019umano alla potenza; nessuna comunit\u00e0 pu\u00f2 sacrificare la persona alla propria identit\u00e0; nessuna<span>\u00a0<\/span><a href=\"https:\/\/strumentipolitici.it\/la-liberta-la-politica-la-chiesa-la-lezione-di-leone-xiv-tra-san-marino-e-rimini\/#\" class=\"google-anno\" data-google-vignette=\"false\" data-google-interstitial=\"false\">\u00a0<span class=\"google-anno-t\">Chiesa<\/span><\/a><span>\u00a0<\/span>pu\u00f2 sacrificare la cattolicit\u00e0 alla propria autoreferenzialit\u00e0.<span>\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Il piccolo laboratorio di buona politica immaginato sul Titano e il grande laboratorio di incontro rappresentato dal Meeting finiscono cos\u00ec per diventare, nella lettura di Leone XIV, due luoghi di una stessa ricerca: come costruire comunit\u00e0 libere senza cadere nell\u2019individualismo, comunit\u00e0 unite senza cadere nell\u2019omologazione, istituzioni forti senza trasformarle in potere, una Chiesa identitaria senza renderla una Chiesa chiusa.<\/p>\n<p>\u00c8 una sfida che riguarda i cattolici, ma non soltanto loro. Ed \u00e8 forse proprio questa la ragione per cui, a qualche giorno dalla visita, vale la pena tornare alle parole del Papa. L\u2019emozione passa. Le parole, quando contengono una visione, cominciano invece a lavorare.<\/p>\n<p>[*<em><strong>Autore<\/strong><\/em>: Marco Margrita, Classe 1977, giornalista e consulente nel settore della comunicazione. Direttore del progetto \u201cComunit\u00e0 Connesse\u201d (e dell\u2019omonima rivista) presso il Centro Studi \u201cSilvio Pellico\u201d. Opera all\u2019interno di quest\u2019ETS anche dirigendo Gondour Edizioni e le sue sei collane. Collabora con diverse testate nazionali (tra cui Tempi) e locali. Ha lavorato per Pubbliche Amministrazioni, realt\u00e0 d\u2019impresa e del Terzo settore. Presidente regionale piemontese e componente dell\u2019Esecutivo nazionale del Mcl \u2013 Movimento Cristiano Lavoratori. Consigliere d\u2019amministrazione della Fondazione Italiana Europa Popolare e Componente del Comitato Scientifico della Fondazione De Gasperi. Nel board del think tank torinese \u201cRinascimento Europeo\u201d, \u00e8 pure nel direttivo del Centro Culturale San Francesco del Carlo Alberto di Moncalieri. Con Giorgio Merlo ha scritto \u201cI Granata\u201d (Daniela Piazza Editore) e con Danilo Careglio edito da Marcovalerio\/Vita, \u201cFila \u2013 un sogno color granata\u201d. | <em><strong>Fonte<\/strong><\/em>: <a href=\"https:\/\/strumentipolitici.it\/la-liberta-la-politica-la-chiesa-la-lezione-di-leone-xiv-tra-san-marino-e-rimini\/\">https:\/\/strumentipolitici.it\/la-liberta-la-politica-la-chiesa-la-lezione-di-leone-xiv-tra-san-marino-e-rimini\/<\/a>]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo in Redazione, e riportiamo, l&#8217;articolo a firma di Marco Margrita*, pubblicato in data 25 Agosto 2026 su &#8220;www.strumentipolitici.it&#8220;.\u00a0 Non c\u2019\u00e8 vera libert\u00e0 civile senza libert\u00e0 personale, cio\u00e8 senza il rispetto e la promozione della dignit\u00e0 della persona umana, di cui la libert\u00e0 \u00e8 una componente essenziale. 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