{"id":263,"date":"2026-09-09T13:10:41","date_gmt":"2026-09-09T11:10:41","guid":{"rendered":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/?p=263"},"modified":"2026-09-09T13:10:41","modified_gmt":"2026-09-09T11:10:41","slug":"i-btp-fanno-gola-anche-agli-stranieri-ma-ce-poco-da-festeggiare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/i-btp-fanno-gola-anche-agli-stranieri-ma-ce-poco-da-festeggiare\/","title":{"rendered":"I BTP fanno gola anche agli stranieri ma c\u2019\u00e8 poco da festeggiare."},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Riceviamo in Redazione, e riportiamo, l&#8217;articolo a firma di Carlo Manacorda* pubblicato in data 28 Agosto 2026 su &#8220;<a href=\"https:\/\/www.lineaitaliapiemonte.it\/\">www.lineaitaliapiemonte.it<\/a>&#8220;.\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<h2 class=\"subheader\">La crescita degli acquisti esteri di BTP viene celebrata come un segnale di fiducia nell\u2019Italia: attualmente gli investitori stranieri detengono circa il 36% del debito pubblico italiano, pari a 1.156 miliardi di euro. Il ch\u00e8 significa, da una parte, che se rendimenti e convenienza dovessero diminuire o la fiducia venire meno, i capitali esteri potrebbero defluire rapidamente, aumentando la pressione sui conti pubblici, dall&#8217;altra che gli interessi del debito nelle mani straniere, circa 40 miliardi di euro finiranno all&#8217;estero, ovvero non avranno alcuna ricaduta sul mercato italiano per acquisti di beni e consumi. Insomma, tanto entusiasmo non appare affatto giustificato&#8230;<\/h2>\n<div class=\"news-single-content\">\n<p>Il Presidente del Consiglio dei Ministri<span>\u00a0<\/span><b>Giorgia Meloni<\/b><span>\u00a0<\/span>ha salutato, con grande entusiasmo, la crescita degli investimenti degli stranieri in BTP emessi dallo Stato italiano.<\/p>\n<p>Il Ministro dell\u2019Economia e delle Finanze<b><span>\u00a0<\/span>Giancarlo Giorgetti<\/b><span>\u00a0<\/span>ha rimarcato che questo fatto testimonia la fiducia nella gestione economica del Paese praticata dal Governo.<\/p>\n<p>I mezzi d\u2019informazione (quasi tutti) si sono subito associati a questa esultanza.<\/p>\n<p><b>Un\u2019analisi meno interessata della questione porta per\u00f2 a concludere che c\u2019\u00e8 poco da festeggiare<\/b>. Alcuni motivi.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px\"><span style=\"font-family: Arial, serif\">Se molti comprano &#8211; stranieri compresi &#8211; \u00e8 perch\u00e9 il Governo continua a offrire titoli da acquistare. Quindi, fa crescere &#8211; come si dir\u00e0 dopo &#8211; il gi\u00e0 mostruoso debito pubblico italiano.<\/span><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px\"><span style=\"font-family: Arial, serif\">Se il debito pubblico cresce, si spender\u00e0 di pi\u00f9 per interessi. Quindi, diminuiscono le risorse finanziarie da destinare alla crescita.<\/span><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px\"><span style=\"font-family: Arial, serif\">Gli interessi sui titoli acquistati da stranieri saranno spesi fuori dall\u2019Italia. Quindi, non ci sono benefici per l\u2019economia nostrana.<\/span><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px\"><span style=\"font-family: Arial, serif\">Se diminuisce la convenienza dell\u2019investimento, gli stranieri sono i primi a liberarsene.<\/span><\/p>\n<p>Semmai,<b><span>\u00a0<\/span>ci sarebbe da festeggiare se il debito pubblico diminuisse, evitando le suddette conseguenze negative<\/b>. Ma tant\u2019\u00e8.<\/p>\n<p>Per esaminare l\u2019argomento, partiamo da alcuni dati che lo riguardano, e cerchiamo di dare qualche risposta alle domande che possono sorgere.<\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff\"><i><b>Dati che riguardano l\u2019argomento<\/b><\/i><\/span><\/p>\n<p>Il debito pubblico \u00e8 la somma di tutti i prestiti che lo Stato, non avendo entrate sufficienti, ha dovuto fare negli anni per pagare le sue spese. Ovviamente, per questi prestiti paga interessi.<\/p>\n<p>La<span>\u00a0<\/span><b>Banca d\u2019Italia<\/b><span>\u00a0<\/span>ha informato che, a<b><span>\u00a0<\/span>giugno 2026<\/b>, il<span>\u00a0<\/span><b>debito pubblico italiano<span>\u00a0<\/span><\/b>ha raggiunto un<b><span>\u00a0<\/span>nuovo record<\/b>:<span>\u00a0<\/span><b>3.207,2 miliardi di euro<\/b>. L\u2019aumento \u00e8 stato, in un solo mese, di 26,2 miliardi; 135,9 miliardi su dodici mesi, da giugno 2025. La Banca d\u2019Italia ha, inoltre, annotato che l\u2019aumento del debito \u00e8 interamente imputabile alle maggiori spese delle Amministrazioni centrali (Ministeri, Governo, e altri Organi dello Stato: Consiglio di Stato, Avvocatura dello Stato, Corte dei Conti, ecc.).<\/p>\n<p><b>Del suddetto importo totale del debito pubblico italiano, gli investitori stranieri<\/b><span>\u00a0<\/span><b>posseggono oggi 1.156,0 miliardi di euro<\/b>, il<span>\u00a0<\/span><b>36% circa<\/b>. La parte restante \u00e8 in mano a italiani: banche, compresa la Banca d\u2019Italia, investitori vari, cittadini privati.<\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff\"><i><b>Chi sono i compratori esteri dei titoli del debito pubblico italiano<\/b><\/i><\/span><\/p>\n<p>Sono<span>\u00a0<\/span><b>fondi d\u2019investimento<\/b>, cio\u00e8 quelle societ\u00e0 che, raccogliendo denari da una molteplicit\u00e0 di risparmiatori, dispongono di somme ingenti di denaro da impiegare dovendo assicurare un rendimento a chi ha dato loro i soldi;<span>\u00a0<\/span><b>fondi pensione<\/b><span>\u00a0<\/span>che gestiscono risparmi dei lavoratori facendo investimenti per garantire loro un\u2019entrata alla cessazione del periodo lavorativo, banche e compagnie di assicurazione. Naturalmente, anche soggetti stranieri privati possono investire, direttamente, in titoli italiani.<\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff\"><i><b>Perch\u00e9 anche gli stranieri investono in titoli del debito pubblico italiano<\/b><\/i><\/span><\/p>\n<p>Chi investe denaro non \u00e8 un benefattore sociale. Gli interessa un solo dato: quanto rende l\u2019investimento.<\/p>\n<p><b>Oggi anche gli stranieri aumentano gli investimenti in titoli italiani poich\u00e9 questi pagano interessi superiori ai titoli di altri Stati.<\/b><\/p>\n<p>Confrontando il rendimento di titoli decennali emessi dagli Stati di maggior peso dell\u2019Unione Europea, \u00e8 in testa la<span>\u00a0<\/span><b>Francia<\/b><span>\u00a0<\/span>che, fotografando la situazione al 19 \/08\/2026 &#8211; potendo gli interessi oscillare, sebbene di pochi centesimi, da giorno a giorno &#8211;<span>\u00a0<\/span><b>paga un interesse del 4,11%<\/b>. Ma subito dopo c\u2019\u00e8 l\u2019<b>Italia<\/b><span>\u00a0<\/span>che<span>\u00a0<\/span><b>paga il 4,07%<\/b>. Sotto il 4%, tutti gli altri: Grecia, 3,95%; Belgio, 3,81%; Spagna, 3,70%; Austria, 3,47%; Germania, 3,26%; Danimarca, 3,06%.<\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff\"><i><b>Spesa per interessi relativi al debito pubblico<\/b><\/i><\/span><\/p>\n<p>A<span>\u00a0<\/span><b>gennaio 2026<\/b>, la spesa per interessi relativi al debito pubblico \u00e8 stata prevista, nel bilancio dello Stato, in<span>\u00a0<\/span><b>103 miliardi per il 2026, 106,5 miliardi nel 2027 e 107,8 miliardi nel 2029<\/b>. \u00c8 di tutta evidenza che tali importi aumenteranno, necessariamente, ancora sia per la crescita inarrestabile del debito pubblico indicata prima, sia per la crescita dell\u2019inflazione causata dalle crisi e dalle guerre internazionali. Infatti, chi investe vuole avere un rendimento che assorba l\u2019inflazione e gli lasci ancora un guadagno. Anche la<span>\u00a0<\/span><b>Banca d\u2019Italia<\/b><span>\u00a0<\/span>avverte questo fatto nel suo \u201c<i>Rapporto finanza pubblica: fabbisogno e debito<\/i>\u201d del 14 agosto 2026<\/p>\n<p>Come detto,<b><span>\u00a0<\/span>l\u2019importo del debito pubblico in mani straniere \u00e8 di 1.156 miliardi, 36%<span>\u00a0<\/span><\/b>del suo ammontare.<b><span>\u00a0<\/span>Questa somma generer\u00e0 interessi per 40 miliardi circa<\/b>, forse anche oltre.<span>\u00a0<\/span><b>I 40 miliardi saranno trasferiti interamente all\u2019estero<\/b>. Dunque non avranno alcuna ricaduta nel mercato italiano per acquisti di beni e consumi, acquisti che sarebbero ben utili per la nostra crescita economica.<\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff\"><i><b>Conclusioni\u00a0<\/b><\/i><b>(<\/b><i><b>non scordando il\u00a0<\/b><\/i><b>rating)<\/b><\/span><\/p>\n<p><b>Non sembra che un quadro con questi contenuti possa destare solo festeggiamenti<\/b>. Per\u00f2 si preferisce presentare &#8211; d\u2019altro canto, come sempre &#8211; soltanto l\u2019eventuale lato buono della medaglia.<\/p>\n<p>Inoltre, non si deve scordare che la fiducia nell\u2019economia di un paese non la esprime ciascun paese per s\u00e9 (tutti se la riconoscerebbero al massimo), ma alcune Agenzie Internazionali attraverso un giudizio definito, nel linguaggio economico,<span>\u00a0<\/span><i>rating<\/i>.<\/p>\n<p>In poche parole,<b><span>\u00a0<\/span>nel caso<\/b><i><b><span>\u00a0<\/span><\/b><\/i><b>dei debiti statali<\/b>,<span>\u00a0<\/span><b>il<span>\u00a0<\/span><\/b><i><b>rating<\/b><\/i><b><span>\u00a0<\/span>valuta la fiducia che si ha nella capacit\u00e0 dello Stato di restituire il debito<\/b>. Il<span>\u00a0<\/span><i>rating<\/i><span>\u00a0<\/span>valuta quindi anche il rischio che si corre investendo nei suoi titoli.<\/p>\n<p>Il<span>\u00a0<\/span><i>rating<\/i><span>\u00a0<\/span>\u00e8 espresso in lettere alfabetiche che partono dal livello pi\u00f9 elevato AAA (la cosiddetta tripla A) e scendono, via via che si stima una capacit\u00e0 inferiore a rimborsare il debito, a due A, una A e poi tre B, due B e una B. Alcune Agenzie giungono fino alla C e alla D se l\u2019investimento nei titoli dello Stato \u00e8 a rischio elevato.<\/p>\n<p>Ai Paesi dell\u2019Unione Europea, un\u2019Agenzia (Standard and Poor&#8217;s) assegna la tripla A a Danimarca, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Svezia, scendendo poi a due e a una A.<span>\u00a0<\/span><b>L\u2019Italia ha un giudizio di BBB + come la Bulgaria<\/b>, cio\u00e8 l\u2019investimento nei loro titoli esprime un giudizio ancora relativamente sicuro.<\/p>\n<p>Se resta la fiducia, gli investitori non scapperanno. Se per\u00f2 venisse meno o diminuissero gli interessi pagati sui titoli del debito, gli stessi investitori si libererebbero, immediatamente, dei BTP italiani, e andrebbero a cercare investimenti pi\u00f9 sicuri e redditizi in altri Paesi.<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: right\" class=\"news-single-author\">*<em><strong>Carlo Manacorda<\/strong><\/em>, <em>Economista ed esperto di bilanci pubblici<\/em><\/p>\n<p>[<em><strong>Fonte<\/strong><\/em>: <a href=\"https:\/\/www.lineaitaliapiemonte.it\/2026\/08\/28\/leggi-notizia\/argomenti\/editoriali\/articolo\/i-btp-fanno-gola-anche-agli-stranieri-ma-ce-poco-da-festeggiare-di-carlo-mancorda.html\">https:\/\/www.lineaitaliapiemonte.it\/2026\/08\/28\/leggi-notizia\/argomenti\/editoriali\/articolo\/i-btp-fanno-gola-anche-agli-stranieri-ma-ce-poco-da-festeggiare-di-carlo-mancorda.html<\/a>]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo in Redazione, e riportiamo, l&#8217;articolo a firma di Carlo Manacorda* pubblicato in data 28 Agosto 2026 su &#8220;www.lineaitaliapiemonte.it&#8220;.\u00a0 La crescita degli acquisti esteri di BTP viene celebrata come un segnale di fiducia nell\u2019Italia: attualmente gli investitori stranieri detengono circa il 36% del debito pubblico italiano, pari a 1.156 miliardi di euro. 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