{"id":266,"date":"2026-09-10T12:29:20","date_gmt":"2026-09-10T10:29:20","guid":{"rendered":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/?p=266"},"modified":"2026-09-10T12:29:20","modified_gmt":"2026-09-10T10:29:20","slug":"da-leone-xiii-a-leone-xiv-di-daniele-barale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/da-leone-xiii-a-leone-xiv-di-daniele-barale\/","title":{"rendered":"&#8220;Da Leone XIII a Leone XIV&#8221; di Daniele Barale*"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Riceviamo in Redazione, e riportiamo, l&#8217;articolo a firma di Daniele Barale*, pubblicato in data 7 settembre 2026 su &#8220;<a href=\"http:\/\/www.tempi.it\">www.tempi.it<\/a>&#8220;.\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<h3><span>Perch\u00e9 la Dottrina sociale cattolica non \u00e8 un\u2019utopia ma un metodo per aderire alla realt\u00e0. Resoconto di un dibattito al Meeting di Rimini.\u00a0<\/span><\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella storia della Chiesa la scelta del nome pontificale non \u00e8 mai un atto neutro: costituisce un gesto teologico e storico insieme, una vera e propria dichiarazione di metodo. Non \u00e8 un caso che la scelta del nome Leone da parte di papa Prevost si presenti come un atto di forte densit\u00e0 dottrinale, capace di richiamare uno dei momenti pi\u00f9 alti e sistematici dell\u2019elaborazione del pensiero sociale cristiano. Il riferimento immediato e manifesto \u00e8 a papa Leone XIII (1810-1903), il Pontefice che custod\u00ec la Chiesa durante il suo lungo pontificato (1878-1903) in uno dei passaggi pi\u00f9 drammatici e cruciali della modernit\u00e0 occidentale: la dissoluzione dell\u2019ordine cristiano europeo, l\u2019affermazione dello Stato laico, la rivoluzione industriale e la nascita delle ideologie socialiste e liberali. Leone XIII comprese con straordinaria lucidit\u00e0 che la crisi in atto non era soltanto politica o sociale, ma radicalmente antropologica: era l\u2019uomo stesso a essere messo in discussione nella sua Verit\u00e0.<\/p>\n<div class=\"container_C_1 pubtech-adv-container pubtech-adv-incontent pubtech-adv-bg\">\n<div class=\"adv-wrapper\">Quando si parla di Dottrina Sociale della Chiesa (DSC), la tentazione dominante nel dibattito contemporaneo \u00e8 quella di ridurla a un\u2019ideologia di comodo, a un progetto politico contingentato, a un semplice catalogo di buone intenzioni assistenziali o a un\u2019ipotetica \u201cterza via\u201d utopistica. Ma la grandezza di Leone XIII non consistette nell\u2019aver reagito a singole emergenze, bens\u00ec nell\u2019aver costruito un corpo di pensiero organico, capace di affrontare la modernit\u00e0 nel suo insieme. La Dottrina Sociale nasce non come una somma di prese di posizione occasionali, ma come un edificio coerente, fondato su una visione razionale e cristiana dell\u2019uomo, della societ\u00e0 e dello Stato.<\/div>\n<\/div>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #0000ff\">Il tracollo della ragione<\/span><\/h2>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIn questo cammino di aderenza al reale, la lezione leonina si specchia nella forza del pensiero di san Tommaso d\u2019Aquino: la realt\u00e0 esiste, ha un senso e si impone all\u2019intelligenza, chiedendo di essere riconosciuta e non inventata. I pilastri del<span>\u00a0<\/span><em>sensus communis<\/em><span>\u00a0<\/span>\u2014 il principio di non contraddizione, di causalit\u00e0, di finalit\u00e0 (che orienta l\u2019agire verso il Bene e verso Dio), la consistenza del mondo esterno e la distinzione netta tra bene e male \u2014 costituiscono l\u2019unico vero argine al disorientamento contemporaneo. Come insegnava il filosofo Romano Amerio nei suoi fondamentali<span>\u00a0<\/span><em>Iota Unum<\/em><span>\u00a0<\/span>e<span>\u00a0<\/span><em>Stat Veritas<\/em>, il vero dramma del cattolico nella modernit\u00e0 sta nel dimenticare che Dio \u00e8<span>\u00a0<\/span><em>Logos<\/em>, cio\u00e8 Cristo come Verit\u00e0 incarnata che svela la struttura razionale e il senso ultimo del reale. Senza questa radice, la morale scivola nel moralismo, l\u2019economia diviene mero dominio e la politica si riduce a uno scontro tra fazioni. Gi\u00e0 nel 1910, nel saggio<span>\u00a0<\/span><em>Ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 di sbagliato nel mondo<\/em><span>\u00a0<\/span>(<em>What\u2019s Wrong with the World<\/em>), G.K. Chesterton avvertiva che il tratto distintivo dell\u2019uomo moderno non \u00e8 anzitutto un tracollo della morale, bens\u00ec un tracollo della ragione, in cui si perde la capacit\u00e0 di fondare l\u2019azione sulla realt\u00e0.<\/p>\n<div class=\"container_C_2 pubtech-adv-container pubtech-adv-incontent pubtech-adv-bg\">\n<div class=\"adv-wrapper\">Oggi, di fronte a una tecnocrazia trans-umanista \u201cbipartisan\u201d (che investe sia le forze politiche di sinistra sia quelle di destra) che rischia di ridurre la persona a mero dato o algoritmo, tornare alla sintesi tra fede e ragione per aderire al reale \u00e8 una necessit\u00e0 vitale. \u00c8 attorno a questo fondamentale \u201critorno al reale\u201d che ha preso avvio il convegno che ho avuto l\u2019onore di coordinare luned\u00ec 24 agosto 2026 alle ore 12, presso lo stand <em>Tracce di Magnifica Humanitas<\/em>\u00a0(Padiglione A2 del Meeting di Rimini, incontro promosso dal Movimento per la Vita e da\u00a0<em>Ditelo sui tetti<\/em>). Il confronto ha preso le mosse dalle tesi contenute nel saggio di Benedetto Delle Site:\u00a0<em>La Dottrina Sociale della Chiesa. La profezia di Leone XIII ai tempi di Leone XIV<\/em>.<\/div>\n<\/div>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #0000ff\">Testimoni in carne e ossa<\/span><\/h2>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bNel dare avvio ai lavori, l\u2019apertura dell\u2019onorevole Domenico Menorello, coordinatore di<span>\u00a0<\/span><em>Ditelo sui tetti<\/em>, ha subito richiamato l\u2019importanza di una presenza pubblica coesa e sussidiaria, capace di coniugare l\u2019azione legislativa con la difesa della legge naturale e con i princ\u00ecpi del magistero sociale. Una presenza che trova riscontro immediato e concreto nel mondo dell\u2019impresa, come ha dimostrato l\u2019intervento di Lorenzo Malagola, Segretario della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati. Interrogandosi su come i princ\u00ecpi della DSC si traducano nel contesto economico attuale, Malagola ha evidenziato come l\u2019insegnamento sociale cattolico non sia mai rimasto teoria astratta, ma abbia trovato \u201ccarne e sangue\u201d nella testimonianza di grandi imprenditori e figure pubbliche: dal pioniere francese L\u00e9on Harmel (a cui il Meeting ha dedicato un\u2019importante mostra) fino ai protagonisti dell\u2019industria a noi contemporanei quali Fran\u00e7ois Michelin, Michele Ferrero e Leonardo Del Vecchio. Accogliere la Dottrina Sociale genera modelli aziendali capaci di coniugare valore economico e centralit\u00e0 della persona. Di fronte alle sfide drammatiche del calo demografico e del lavoro precario, la risposta della buona politica non consiste nell\u2019assistenzialismo di Stato, ma nell\u2019assicurare stabilit\u00e0 e dignit\u00e0 ai lavoratori, favorendone la partecipazione e sostenendo il nucleo familiare.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #0000ff\">La fede che si fa cultura<\/span><\/h2>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bSul metodo educativo necessario per spiegare il nesso tra fede, ragione e scienza in una societ\u00e0 disorientata si \u00e8 poi innestata la provocazione di don Gabriele Mangiarotti, direttore di CulturaCattolica.it. Citando il celebre monito di Paolo VI \u2014 \u00abL\u2019uomo contemporaneo ascolta pi\u00f9 volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri lo fa perch\u00e9 sono dei testimoni\u00bb \u2014 e ricordando la figura di monsignor Luigi Negri, don Mangiarotti ha ripercorso il metodo indicato da don Luigi Giussani fin dal 1959 nei testi di Giovent\u00f9 Studentesca: il richiamo cristiano deve essere \u00abdeciso come gesto, elementare nella comunicazione, integrale nelle dimensioni, comunitario nella realizzazione\u00bb. Non serve la timidezza di chi teme di indisporre la mentalit\u00e0 corrente; occorre invece la forza di mostrare la ragionevolezza e la \u201cconvenienza umana\u201d della fede che si fa cultura ed opera. Soffermandosi sulla differenza essenziale tra utopia ed ideale, don Mangiarotti ha ricordato come la prima nasca dalla testa ed esprima solo presunzione o malinconia, mentre l\u2019ideale sia il centro stesso della realt\u00e0: \u00abQuella soddisfazione verso cui ti lancia il cuore, qualcosa di infinito che si realizza in ogni istante\u00bb. Ma per seguire l\u2019ideale servono maestri dal cuore infiammato, capaci di dare ragioni vive ai giovani.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #0000ff\">\u201cSociologismo ecclesialese\u201d<\/span><\/h2>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200b\u00c8 una prospettiva che deve investire tutta la vita ecclesiale, superando quel riduzionismo denunciato nel suo intervento da Marco Invernizzi, Reggente di Alleanza Cattolica. Mettendo in guardia contro la tendenza a ridurre l\u2019attenzione parrocchiale e diocesana alle sole opere di soccorso materiale, Invernizzi ha evidenziato il rischio di smarrire l\u2019orizzonte complessivo della missione. Nel dialogare con lui durante la tavola rotonda, ho voluto integrare questa riflessione richiamando il passo evangelico essenziale di Deuteronomio 8,3: \u00abNon di solo pane vive l\u2019uomo, ma l\u2019uomo vive di tutto quello che procede dalla bocca dell\u2019Eterno\u00bb. La risposta al bisogno materiale, per quanto doverosa, diviene drammaticamente insufficiente se scissa dal nutrimento dell\u2019anima e dalla proclamazione della Verit\u00e0. Ridurre la carit\u00e0 a mero assistenzialismo o al \u201csociologismo ecclesialese\u201d significa privare la presenza cattolica della sua forza rigeneratrice.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #0000ff\">Libert\u00e0 non \u00e8 arbitrio<\/span><\/h2>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bLa chiave di volta teorica dell\u2019incontro \u00e8 emersa nell\u2019esposizione dell\u2019autore del volume, Benedetto Delle Site, Presidente Nazionale del Movimento Giovani dell\u2019UCID. Delle Site ha spiegato come il suo lavoro nasca per colmare una lacuna evidenziata dal filosofo Augusto Del Noce nel saggio<span>\u00a0<\/span><em>Pensiero della Chiesa e filosofia contemporanea<\/em>: Del Noce s\u2019interrogava infatti sul motivo per cui nessuno in Italia avesse ancora pensato a un\u2019edizione delle nove principali encicliche leonine disposte secondo l\u2019esplicito \u201cordine logico e di senso\u201d fissato da Papa Pecci nella lettera<span>\u00a0<\/span><em>Pervenuti all\u2019anno vigesimoquinto<\/em><span>\u00a0<\/span>(1902).<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bSi tratta di un<span>\u00a0<\/span><em>corpus leoninum<\/em><span>\u00a0<\/span>articulato come un edificio coerente e imponente. Il punto di partenza \u00e8 l\u2019enciclica<span>\u00a0<\/span><em>Aeterni Patris<\/em><span>\u00a0<\/span>(1879), con cui Leone XIII riafferma la capacit\u00e0 della ragione di conoscere la Verit\u00e0 e di fondare l\u2019ordine morale attraverso il recupero del pensiero di san Tommaso, opponendosi sia al relativismo sia al positivismo. Su questa base si sviluppa la riflessione sulla libert\u00e0 in<span>\u00a0<\/span><em>Libertas<\/em><span>\u00a0<\/span>(1888), dove il Papa smaschera l\u2019equivoco moderno che identifica la libert\u00e0 con l\u2019assenza di vincoli e con l\u2019arbitrio: la libert\u00e0 autentica \u00e8 adesione al Vero e al bene, separata dai quali si rovescia nel dominio del pi\u00f9 forte. La questione della famiglia occupa un posto centrale in<span>\u00a0<\/span><em>Arcanum Divinae Sapientiae<\/em><span>\u00a0<\/span>(1880), che riafferma come il matrimonio non sia una costruzione giuridica dello Stato, ma una realt\u00e0 naturale elevata da Cristo a sacramento: colpire la famiglia fondata sulla complementarit\u00e0 tra uomo e donna significa disgregare i fondamenti della societ\u00e0, una Verit\u00e0 drammaticamente confermata dall\u2019empiria di fronte all\u2019odierna ideologia gender.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #0000ff\">Sussidiariet\u00e0<\/span><\/h2>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bIl tema dell\u2019autorit\u00e0 e dello Stato viene affrontato in<span>\u00a0<\/span><em>Diuturnum illud<\/em><span>\u00a0<\/span>(1881) e trova formulazione compiuta in<span>\u00a0<\/span><em>Immortale Dei<\/em><span>\u00a0<\/span>(1885): l\u2019autorit\u00e0 politica non nasce dalla pura forza n\u00e9 dal mero consenso, ma ha una radice morale e divina; lo Stato non \u00e8 un assoluto, ma \u00e8 ordinato al bene comune, offrendo un\u2019elaborazione alta della laicit\u00e0 come distinzione ordinata tra ambito religioso e politico. In<span>\u00a0<\/span><em>Humanum Genus<\/em><span>\u00a0<\/span>(1884), Leone XIII individua il nucleo della secolarizzazione analizzando la massoneria come immanentismo che pretende di costruire la societ\u00e0 prescindendo da Dio. In<span>\u00a0<\/span><em>Sapientiae Christianae<\/em><span>\u00a0<\/span>(1890), il Pontefice si rivolge ai laici chiamandoli a una presenza coraggiosa e responsabile nella vita pubblica.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bTutto questo percorso trova la sua sintesi e la sua applicazione concreta nella<span>\u00a0<\/span><em>Rerum Novarum<\/em><span>\u00a0<\/span>(1891). Contrariamente a una lettura riduttiva, la<span>\u00a0<\/span><em>Rerum Novarum<\/em><span>\u00a0<\/span>non nasce come un testo isolato sulla questione operaia, ma come l\u2019applicazione di un intero corpo di pensiero. Leone XIII affront\u00f2 il disagio sociale cogliendolo come frutto avvelenato di un secolarismo che, detronizzando Cristo, lasciava gli uomini preda dell\u2019egoismo. Affermando che il lavoro non \u00e8 una merce, che il capitale non \u00e8 un assoluto e che la propriet\u00e0 privata \u00e8 un diritto naturale non illimitato che lo Stato deve tutelare senza soffocare i corpi intermedi, la<span>\u00a0<\/span><em>Rerum Novarum<\/em><span>\u00a0<\/span>pose in nuce il principio di sussidiariet\u00e0. Per questo suscit\u00f2 un profondo \u201cscandalo\u201d: disturbava perch\u00e9 non si collocava n\u00e9 dalla parte del liberalismo economico n\u00e9 da quella del socialismo rivoluzionario. Come ricordava san Giovanni Paolo II nell\u2019enciclica<span>\u00a0<\/span><em>Centesimus Annus<\/em>, citando proprio la<span>\u00a0<\/span><em>Libertas<\/em>, i mali a cui la<span>\u00a0<\/span><em>Rerum Novarum<\/em><span>\u00a0<\/span>volle reagire derivavano da una libert\u00e0 staccata dalla Verit\u00e0.<\/p>\n<div class=\"container_C_6 pubtech-adv-container pubtech-adv-incontent pubtech-adv-bg\">\n<div class=\"adv-wrapper\">\u200bLa \u201cprofezia di Leone\u201d dimostra dunque che la Dottrina Sociale non \u00e8 un linguaggio di adattamento ai mutamenti storici, ma un criterio permanente per osservare, giudicare e agire. Non forma ideologi, ma educa al realismo cristiano, unendo contemplazione e azione.<\/div>\n<\/div>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #0000ff\">La difesa della vita umana<\/span><\/h2>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bA sigillo dei lavori, il contributo video di Marina Casini, Presidente del Movimento per la Vita Italiano (collegata da remoto), ha portato il nostro dibattito al suo baricentro ineludibile. Con estrema lucidit\u00e0, Marina Casini ha testimoniato il valore insostituibile di chi si batte nelle istituzioni per la tutela della vita nascente e fragilissima, rimarcando la necessit\u00e0 di riscoprire la centralit\u00e0 della figura paterna quale perno educativo e protettivo indispensabile di fronte alle fragilit\u00e0 familiari odierne.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bLe sue parole mi hanno offerto lo spunto per richiamare in chiusura del convegno le analisi profetiche di Michel Schooyans nel suo celebre saggio<span>\u00a0<\/span><em>Il Nuovo Disordine Mondiale<\/em>. Come denunciato dal politologo belga e incarnato dall\u2019impegno quotidiano del Movimento per la Vita, assistiamo oggi a una pressione pervasiva e sistematica a livello globale volta a far passare la cultura della morte \u2014 attraverso la banalizzazione dell\u2019aborto, la spinta al suicidio assistito e lo scarto dei deboli \u2014 come tappa di presunto progresso civile. La difesa della vita umana, dal suo primo concepimento sino al naturale tramonto, rimane la pietra d\u2019angolo e la vera \u201cprova del nove\u201d di qualsiasi autentica Dottrina Sociale della Chiesa: se viene meno il rispetto per il fondamento antropologico della dignit\u00e0 inviolabile della persona, qualsiasi discorso sulla giustizia, sulla solidariet\u00e0 e sul bene comune finisce inevitabilmente per crollare.<\/p>\n<p>[<em><strong>Autore<\/strong><\/em>: Daniele Barale*, <em>Giornalista<\/em> |<em><strong> Fonte<\/strong><\/em>: <a href=\"https:\/\/www.tempi.it\/da-leone-xiii-a-leone-xiv\/\">https:\/\/www.tempi.it\/da-leone-xiii-a-leone-xiv\/<\/a>]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo in Redazione, e riportiamo, l&#8217;articolo a firma di Daniele Barale*, pubblicato in data 7 settembre 2026 su &#8220;www.tempi.it&#8220;.\u00a0 Perch\u00e9 la Dottrina sociale cattolica non \u00e8 un\u2019utopia ma un metodo per aderire alla realt\u00e0. 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