{"id":378,"date":"2022-04-08T13:55:53","date_gmt":"2022-04-08T11:55:53","guid":{"rendered":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/patto-per-torino-ma-non-e-tutto-oro-cio-che-luccica\/"},"modified":"2022-04-08T13:55:53","modified_gmt":"2022-04-08T11:55:53","slug":"patto-per-torino-ma-non-e-tutto-oro-cio-che-luccica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/patto-per-torino-ma-non-e-tutto-oro-cio-che-luccica\/","title":{"rendered":"Patto per Torino, ma non \u00e8 tutto oro ci\u00f2 che luccica."},"content":{"rendered":"<p><strong>Riceviamo in Redazione, e riportiamo, l&#8217;articolo a firma di Carlo Manacorda*, pubblicato in data 6 Aprile 2022 su &#8220;<a href=\"http:\/\/www.lineaitaliapiemonte.it\">www.lineaitaliapiemonte.it<\/a>&#8220;<\/strong><\/p>\n<h2 class=\"subheader\">Torino ha vissuto il suo momento di gloria con l\u2019arrivo di Draghi che marted\u00ec 5 aprile ha sottoscritto un accordo secondo il quale arriveranno nelle casse del Comune 1 miliardo e 120 milioni nel corso dei prossimi vent\u2019anni, soldi concessi per evitare il fallimento della citt\u00e0. Posto che nessuno sa dire cosa accadr\u00e0 da qui a vent\u2019anni, e quindi tale somma non \u00e8 affatto certa, andrebbe ricordato che tale \u201cPatto per Torino\u201d \u00e8 la conseguenza di comportamenti delle passate amministrazioni cittadine: giunte che, sebbene si vantassero di essere buone amministratrici, facevano a ruota libera debiti che altri avrebbero poi dovuto pagare. E, a proposito di momenti di gloria: Torino \u00e8, quanto a capoluoghi in stato fallimentare, seconda solo a Napoli che infatti ha firmato col governo analogo patto per avere quattrini. Che, va detto, non saranno a costo zero.<\/h2>\n<div class=\"news-single-content\">\n<p><strong>Il 5 aprile Torino ha vissuto il suo momento di gloria<\/strong>. Lasciando perdere le paginone della stampa locale necessariamente dedicate alla solennizzazione del fatto, la Citt\u00e0 ha avuto uno spazio di cinque minuti anche nella comunicazione delle reti televisive pubbliche nazionali, avvenimento del tutto eccezionale rispetto ad altre citt\u00e0 solitamente citate anche per notizie modeste.<\/p>\n<p>Motivo di questa attenzione. <strong>Il Presidente del Consiglio Mario Draghi \u00e8 venuto a Torino per sottoscrivere, con il Sindaco Stefano Lo Russo, il Patto per Torino<\/strong>. L\u2019accordo porter\u00e0\/dovrebbe portare nelle casse del Comune, in vent\u2019anni, <strong>sovvenzioni da parte dello Stato per un miliardo e 120 milioni. Per il 2022, arriveranno 70 milioni.<\/strong><\/p>\n<p>Orbene, e nonostante le lodi indirizzate alla Citt\u00e0 da Draghi nel suo intervento nella sala del Consiglio comunale, <strong>questi quattrini non vengono concessi per un improvviso atto di generosit\u00e0 del Governo<\/strong> nei confronti di Torino. <strong>Sono dati per evitare il fallimento della Citt\u00e0<\/strong>. Sul bilancio del Comune di Torino pesano, infatti, un buco di circa 900 milioni del 2020 e un debito complessivo di 4,2 miliardi.<\/p>\n<p>Prendere ci\u00f2 che arriva, poco o tanto che sia, per risanare un po\u2019 queste situazioni \u00e8, certamente, una saggia decisione. Il Patto per Torino richiama tuttavia, immediatamente, i comportamenti dei passati amministratori della Citt\u00e0 che hanno creato la situazione fallimentare del Comune. Il Patto per Torino infatti \u00e8 una conseguenza di essa. <strong>Giunte vanagloriose, sebbene si vantassero di essere buone amministratrici, avevano come obiettivo principale quello di apparire<\/strong>. Facevano debiti a ruota libera sapendo che sarebbero stati altri a doverli pagare. Napoli \u2015 altra citt\u00e0 in stato fallimentare che, come Torino, ha firmato con il Governo analogo Patto \u2015 insegna per\u00f2 che \u201cchi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto, <i>scurdammoce \u2019o passato<\/i>\u201d. E cos\u00ec sar\u00e0 \u2015 ora e sempre \u2015 per la finanza pubblica che va a rotoli senza per\u00f2 mettere mai alla gogna qualcuno come responsabile degli sfracelli.<\/p>\n<p><strong>Andando tuttavia un po\u2019 pi\u00f9 a fondo su questo Patto per Torino,<\/strong> lo troviamo contemplato in quello sproloquio (un solo articolo, ma con 1013 commi) che \u00e8 la legge di bilancio dello Stato per il 2022 (L. 234\/2021). In alcuni commi (dal 567 in poi), <strong>il Governo stanzia e disciplina 2 miliardi e 670 milioni di euro per dare una mano ai Comuni capoluogo di citt\u00e0 metropolitana in stato fallimentare<\/strong>. Torino \u00e8, ahim\u00e8, tra questi, al secondo posto dopo Napoli. <strong>I 2 miliardi e 670 milioni sono per\u00f2 spalmati su vent\u2019anni: 2022 &#8211; 2042<\/strong>. 150 milioni nel 2022, 290 milioni nel 2023-24, 240 milioni nel 2025, e poi 100 milioni dal 2026 fino al 2042.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 evidente che nessuno \u00e8 in grado di prevedere oggi cosa potr\u00e0 accadere nei vent\u2019anni futuri.<\/strong> Si fa la bella figura di sparare queste cifre importanti, ma sulle quali non c\u2019\u00e8 alcuna garanzia di mantenimento nel tempo e, quindi, di totale erogazione ai destinatari. Il Patto per Torino garantir\u00e0 qualche aiutino dello Stato per vent\u2019anni, oppure i 70 milioni arrivano per il 2022 e poi si vedr\u00e0?. Non va, infatti, dimenticato che <strong>altri Governi che si succederanno nei prossimi vent\u2019anni potrebbero tranquillamente cambiare le cifre messe nella legge di bilancio 2022<\/strong>, in base a nuove esigenze o a diverse visioni politiche. Anzi, non \u00e8 stato infrequente che, in anni passati, qualcuno sia andato a rivendicare somme scritte in leggi precedenti, sentendosi dire dal Ministro in carica che non c\u2019erano pi\u00f9 nel bilancio.<\/p>\n<p><strong>Le erogazioni da parte dello Stato in base al Patto per Torino non avvengono per\u00f2 a costo zero<\/strong><b>.<\/b> In poche parole, la legge dice: \u201cIo Stato ti aiuto, ma tu Comune devi metterci del tuo. Firmer\u00f2 con te un patto e ti dar\u00f2 qualche soldino, ma anche tu Comune dovrai darti da fare nel trovare risorse per tappare i buchi. Dovrai aumentare le tasse, aumentare le tue entrate stabilendo canoni maggiori per le concessioni e le locazioni, alienare beni del patrimonio, attivarti per ottenere contributi da enti pubblici e privati, rivedere in maniera pi\u00f9 efficiente la riscossione delle tasse, diminuire le spese correnti, rivedere le partecipazioni societarie\u201d, e via cantando.<\/p>\n<p><strong>Il Sindaco Lo Russo ha gi\u00e0 fatto alcune di queste cose<\/strong>. Ha aumentato (chiedendo per\u00f2 scusa ai torinesi) l\u2019Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) e la Tassa sui rifiuti (Tari). Ha previsto un aumento delle entrate per multe e un maggior rigore nella loro riscossione. S\u2019\u00e8 impegnato a svolgere un\u2019amministrazione rigorosa. Altri impegni si scopriranno attraverso i documenti di programmazione ed i bilanci.<\/p>\n<p>Solo dopo aver preso atto di questi impegni, il Presidente del Consiglio Mario Draghi \u00e8 venuto a Torino a firmare il <strong>Patto<\/strong>. Che per\u00f2, diminuendo l\u2019enfasi che gli viene data in questi giorni<b>, <\/b><strong>luccica assai meno se si riflette sulle incertezze del suo mantenimento per tutti i vent\u2019anni.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Anche gli eventuali quattrini che potrebbero arrivare con il Patto luccicano meno per i torinesi se pensano agli aumenti \u2015 questi certi \u2015 di tasse ed ai servizi pubblici che, per onorare il Patto, potrebbero subire diminuzioni.<\/strong> Non va dimenticato che la legge prevede che i contributi che lo Stato dar\u00e0 con il Patto non consentono libert\u00e0 di spesa, ma \u201c<i>sono prioritariamente vincolati al ripiano della quota annuale del disavanz<\/i>o\u201d e questa quota \u201c<i>\u00e8 vincolata prioritariamente al pagamento dei debiti commerciali<\/i>\u201d, quelli cio\u00e8 che, se non pagati, determinano il fallimento del comune. E, d\u2019altro canto, \u00e8 solo questo lo scopo che ha indotto il Governo a stanziare i 2,67 miliardi.<\/p>\n<\/div>\n<p class=\"news-single-author\" style=\"text-align: right\">* <strong>Carlo Manacorda<\/strong>, <em>economista ed esperto di bilanci pubblici<\/em><\/p>\n<p>[<strong>Fonte<\/strong>: <a href=\"https:\/\/www.lineaitaliapiemonte.it\/2022\/04\/06\/leggi-notizia\/argomenti\/economia-allo-specchio\/articolo\/patto-per-torino-ma-non-e-tutto-oro-cio-che-luccica-di-carlo-manacorda.html\">https:\/\/www.lineaitaliapiemonte.it\/2022\/04\/06\/leggi-notizia\/argomenti\/economia-allo-specchio\/articolo\/patto-per-torino-ma-non-e-tutto-oro-cio-che-luccica-di-carlo-manacorda.html<\/a>]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo in Redazione, e riportiamo, l&#8217;articolo a firma di Carlo Manacorda*, pubblicato in data 6 Aprile 2022 su &#8220;www.lineaitaliapiemonte.it&#8220; Torino ha vissuto il suo momento di gloria con l\u2019arrivo di Draghi che marted\u00ec 5 aprile ha sottoscritto un accordo secondo il quale arriveranno nelle casse del Comune 1 miliardo e 120 milioni nel corso dei [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":379,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[94],"tags":[],"class_list":["post-378","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/378","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=378"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/378\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-json\/wp\/v2\/media\/379"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=378"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=378"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=378"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}