{"id":837,"date":"2019-02-18T07:38:22","date_gmt":"2019-02-18T06:38:22","guid":{"rendered":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/prospettive-della-via-della-seta-per-il-piemonte\/"},"modified":"2026-10-17T22:46:51","modified_gmt":"2026-10-17T20:46:51","slug":"prospettive-della-via-della-seta-per-il-piemonte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/prospettive-della-via-della-seta-per-il-piemonte\/","title":{"rendered":"Prospettive della Via della Seta per il Piemonte"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Riportiamo l&#8217;articolo, a firma di Riccardo Lala, pubblicato sul sito di alpina srl il 17 febbraio 2019<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sabato 16 febbraio, presso il Centro Studi San Carlo, si \u00e8 svolto il convegno, organizzato da Rinascimento Europeo e dalla Casa Editrice Alpina, dedicato al tema: \u201cNuova Via della Seta, Prospettive per il Piemonte\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si sono date appuntamento otto personalit\u00e0 che, sotto angolature diverse, sono latori di messaggi importanti per la comprensione della complessa tematica, contribuend oal tentativo di&nbsp;&nbsp;sblocco della situazione piemontese delle infrastrutture, incancrenitasi per l\u2019atteggiamento di retroguardia di un certo numero di autorit\u00e0 e forze politiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha introdotto i lavori&nbsp;Riccardo Lala, manager, editore e scrittore, il quale ha illustrato il perch\u00e9 dell\u2019abbinamento dei due temi, Via della Seta e Alta Velocit\u00e0, precisando che l\u2019obiettivo \u00e8 quello di far comprendere come, mentre la Cina, in quindici anni, \u00e8 passata dal semplice acquisti di un singolo treno ad alta velocit\u00e0 (il tedesco Maglev), a una situazione di quasi monopolio a livello mondiale, con 20.000 chilometri circa di ferrovie ad alta velocit\u00e0 sui 36.000 totali nel mondo intero, il Piemonte, che era stato all\u2019 avanguardia (con il primo Pendolino realizzato nel 1964), rappresenta ora il fanalino di coda, non essendo riuscito, nello stesso periodo, neppure a realizzare un centinaio di chilometri di alta velocit\u00e0 fra Torino e Lione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019avvocato Stefano Commodo, portavoce dell\u2019Associazione Culturale Rinascimento Europeo e padrone di casa, ha ricordato che la responsabilit\u00e0 del ritardo non \u00e8 solamente dell\u2019attuale governo, del Movimento Cinque Stelle e del movimento No TAV, bens\u00ec anche dell\u2019Amministrazione della Regione, che non ha fatto abbastanza per accelerare l\u2019iniziativa. Ha perci\u00f2 auspicato che un cambio di guida nel governo della Regione possa portare finalmente alla realizzazione dell\u2019opera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Francesco Balocco, Assessore ai Trasporti, Infrastrutture e Opere Pubbliche della Regione Piemonte, ha invece ricordato quanto fatto dal governo regionale nell\u2019 ambito della complessa dialettica in corso, in tema di alta velocit\u00e0, fra Unione Europea, governo nazionale, regione e amministrazioni locali, rivendicando il ruolo propulsivo anche dell\u2019attuale giunta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bartolomeo&nbsp;&nbsp;Giachino, gi\u00e0 sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, organizzatore delle due manifestazioni in Piazza San Carlo a favore della Torino-Lione, e attualmente presidente del movimento \u201cS\u00ec Lavoro, S\u00ec Tav\u201d, ha ricapitolato il punto di vista del suo movimento circa l\u2019importanza centrale dell\u2019opera per il rilancio dell\u2019 economia piemontese, ricordando che, ai tempi della sua presenza al dicastero dei Trasporti, l\u2019 Unione Europea aveva approvato una struttura dei Corridoi Transeuropei che prevedeva l\u2019incrocio di ben tre di essi nella Pianura Padana. Inoltre, ha sottolineato l\u2019importanza delle due manifestazioni \u201cS\u00ec Tav\u201d nel cambiamento del clima politico, nonch\u00e9, in particolare, il ruolo svolto dal movimento per sollecitare l\u2019attenzione per questo tema del vice-primo ministro Salvini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019avvocato Cesare Italo Rossini, Presidente della Fondazione SLALA, Sistema Logistico Integrato del Nord-Ovest d\u2019Italia, ha illustrato, da un lato, il ruolo svolto dalla sua fondazione a supporto delle amministrazioni locali, e, dall\u2019 altro il ruolo centrale del Porto di Genova e dell\u2019area logistica di Alessandria nel progetto della Via della Seta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riccardo Ghidella, Presidente Nazionale dell\u2019UCID, Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti, ha ricordato che n\u00e9 un progetto dell\u2019importanza della Nuova Via della Seta, n\u00e9 tanto meno della Via della Seta Europea, pu\u00f2 certo essere gestito efficacemente sul solo livello nazionale. Inoltre, ha deprecato l\u2019assenza, da parecchi decenni, di una politica industriale dell\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sua Eccellenza Alberto Bradanini, gi\u00e0 Ambasciatore d\u2019Italia a Pechino, ha aperto una preziosa finestra sulla realt\u00e0 di quel fondamentale Paese, nonch\u00e9 sulle logiche che presiedono alla realizzazione dall\u2019 iniziativa Yi Dai Yi Lu \u2013 in primis, quello della necessit\u00e0 del finanziamento, o anche solo di un co-finanziamento- per poter partecipare ai progetti generati dall\u2019 iniziativa stessa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marzia Casolati, Senatrice della Lega e Segretaria della 14a Commissione Permanente (Politiche dell\u2019Unione Europea), ha riepilogato la posizione del suo partito, rivendicando una coerenza nel tempo della sua linea politica e l\u2019impegno personale in tal senso dell\u2019Onorevole Salvini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il convegno si \u00e8 concluso con l\u2019intesa di continuare a seguire questo scottante tema con successive iniziative, in particolare in connessione con il prossimo Salone del Libro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pubblichiamo qui di seguito il discorso integrale di R. Lala al convegno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Confronto fra le tre modalit\u00e0 di trasporto Europa-Asia<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cRingrazio l\u2019amico Stefano Commodo per avermi offerto l\u2019opportunit\u00e0 d\u2019 introdurre questa mattinata, a cui tengo molto, essendo io un po\u2019 il colpevole dell\u2019idea di tentare di mettere insieme i due temi, quello delle infrastrutture e quello della Nuova Via della Seta, idea che caldeggio da tempo, vale a dire fin da quando avevo presentato, tra l\u2019altro, sempre in questa sala, il libro \u2018Da Qin\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto i due temi possano sembrare, a prima vista, lontani, un esame pi\u00f9 attento mostrer\u00e0 la loro stretta connessione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1.Obiettivi del convegno e del mio intervento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle mie aspettative, l\u2019iniziativa di oggi dovrebbe avere la funzione di avviare un lavoro di approfondimento ancor pi\u00f9 spinto su ambedue i versanti, opera che dovrebbe essere scaglionata nel tempo, con particolare riferimento al Salone del Libro 2019, nell\u2019ambito del quale la mia societ\u00e0 sta promuovendo una serie di \u2018cantieri\u2019. Cantieri che dovrebbero sfociare in precise iniziative: editoriali, imprenditoriali, consulenziali e politiche, nella direzione del rilancio della nostra presenza nel mondo, e, in primo luogo, in Eurasia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esse si articoleranno su due fronti, fra di loro connessi: quello dell\u2019inserimento delle infrastrutture del Piemonte nella Nuova Via della Seta, e quello dell\u2019utilizzo di quest\u2019ultima quale veicolo per rafforzare la nostra economia, la nostra cultura e il nostro peso in Italia e nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2.Confronto fra Europa e Cina<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche nella mia biografia, i due temi sono strettamente legati. Gi\u00e0 nel 1977, vale a dire ben 41 anni fa, mi ero recato a Canton per il Gruppo CIR, e, a partire dal 1982, vale a dire 36 anni fa, avevo partecipato alle trattative commerciali con Germania, Slovenia, Finlandia e Portogallo, negoziando l\u2019esportazione in tutt\u2019Europa del Pendolino, il nostro vecchio e misconosciuto treno piemontese ad alta velocit\u00e0, realizzato sperimentalmente fin dal 1976 sotto la guida dell\u2019 Ing.Di Majo. Quanto alla nuova linea Torino-Lione, essa era stata proposta in un documento delle Ferrovie Francesi gi\u00e0 nel 2000. Nella stessa data, il Ministero cinese delle Ferrovie aveva proposto la costruzione della linea ad alta velocit\u00e0 Pechino-Shanghai, con la sola differenza che, contrariamente alla Torino-Lione questa era stata per\u00f2 poi veramente realizzata, in soli 3 anni, con un unico enorme cantiere, e rappresenta da 7 anni, con i suoi 180 milioni di passeggeri, la tratta ferroviaria pi\u00f9 trafficata del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3.Imprescindibilit\u00e0 della conoscenza per poter decidere sull\u2019 economia<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gi\u00e0 questo semplice confronto storico conforta la mia convinzione che occorra una rinnovata centralit\u00e0, per l\u2019economia, dell\u2019elemento cognitivo, superando i frusti pregiudizi ideologici. In questa rinnovata centralit\u00e0 dell\u2019aspetto cognitivo della progettualit\u00e0 nel settore delle infrastrutture rientra anche l\u2019idea di un\u2019analisi costi-benefici, raccomandata, per prima, dalle Corti dei Conti francese e dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi avvicino cos\u00ec al tema di oggi: il rapporto fra le scelte infrastrutturali e le connessioni con l\u2019Eurasia, quale elemento centrale dell\u2019economia per i prossimi anni, visto al di l\u00e0 delle opposte partigianerie, alla luce della geopolitica, dell\u2019economia e della tecnica. Questa centralit\u00e0 \u00e8 dimostrata il peso che sta sempre pi\u00f9 assumendo, nelle dialettiche internazionali, proprio il progetto della Nuova Via della Seta, della cui importanza ci si sta rendendo conto sempre pi\u00f9, anche grazie alle opposte pressioni esercitate sull\u2019 Italia da parte degli USA e della Cina, e alle violente schermaglie in proposito fra i nostri stessi leader politici. Progetto della Via della Seta che ruota appunto intorno alle nuove infrastrutture, fisiche e virtuali, che, nel mondo contemporaneo, al contempo interconnesso e multipolare, sono entrambe essenziali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per tutto questo, ho sentito con piacere citare, da parte del senatore Giachino, nella manifestazione SI TAV di Piazza Castello, la Nuova Via della Seta quale contesto pi\u00f9 appropriato per comprendere i problemi di Torino, e, in particolare il significato globale della linea Torino-Lione. Credo infatti che la Nuova Via della Seta costituisca oggi, per tutto il mondo, il principale contesto entro cui si possono sviluppare nuove iniziative economiche alternative alla stagnazione universale.Infatti, essa \u00e8 ben di pi\u00f9 di una semplice, per quanto rivoluzionaria, linea ferroviaria, cos\u00ec come l\u2019aveva concepita il geopolitico gi\u00e0 nell\u2019Ottocento von Richthofen, o di un\u2019iniziativa del Governo Cinese, cos\u00ec come l\u2019ha descritta la mozione approvata nel 2018 dal Congresso del Partito Comunista Cinese. Essa comprende altres\u00ec un intero settore marittimo, una sua parte immateriale e culturale e un contesto geopolitico generale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se il Piemonte, l\u2019Italia e l\u2019Europa non sapranno ritagliarsi il loro spazio in questo nuovo mondo, saranno condannati a passare, dalla stagnazione, alla recessione, e, da questa, al sottosviluppo e alla destabilizzazione. Infatti, le altre opportunit\u00e0 di mercato, in Italia, in Europa e in Occidente, vanno drammaticamente restringendosi, come ben sa chi produce e vende beni o servizi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La necessit\u00e0 di percorrere vie nuove \u00e8 dunque imposta dai dati sull\u2019economia italiana che confermano che il nostro Paese, storicamente all\u2019 avanguardia nel commercio mondiale (dalle citt\u00e0 marinare a Marco Polo, dai grandi navigatori alle tecnologie informatiche, ferroviarie e spaziali), \u00e8 da decenni sempre pi\u00f9 assente dalla scena internazionale, anche e soprattutto per ci\u00f2 che concerne i nuovi business. Ricordiamo a questo proposito soprattutto l\u2019arenarsi del progetto della Olivetti dei primi personal computer gi\u00e0 fino dagli anni \u201960.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">4.La disinformazione sull\u2019 alta velocit\u00e0 e l\u2019alta capacit\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci si comporta come se quello della Torino-Lione fosse l\u2019unico treno ad alta velocit\u00e0 progettato nel mondo, mentre, al contrario, gi\u00e0 il Pendolino, che abbiamo diffuso in tutta Europa a partire dal 1988, era un treno ad alta velocit\u00e0, e, soprattutto, mentre esistono gi\u00e0, nel mondo, pi\u00f9 di 50.000 chilometri di linee ferroviarie ad alta velocit\u00e0, di cui circa 2\/3 nella sola Cina. Inoltre, la tratta Torino-Lione non \u00e8 certo l\u2019unica linea ad alta velocit\u00e0 che si sia arenata in Europa in interminabili battaglie di retroguardia.Un grave aspetto di tale disinformazione \u00e8&nbsp;&nbsp;costituito dalla falsa impressione che la battaglia pro o contro la nuova linea Torino-Lione costituisca, per cos\u00ec dire, la frontiera di uno scontro epocale fra una nuova e una vecchia economia, mentre si tratta in realt\u00e0 di un ramo di quell\u2019ingentissima rete ferroviaria mondiale di treni ad alta velocit\u00e0, dove l\u2019area delle Alpi Occidentali costituisce oggi uno dei punti morti non coperti dalle maglie ormai fittissime di quella rete.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Occorre tuttavia prendere nota, di un fatto, per la nostra regione, altamente preoccupante: vi sono da molte parti pressioni per tagliare fuori l\u2019 Italia dalla Nuova Via della Seta, sfruttando proprio le nostre incertezze circa la Torino-Lione e il Terzo Valico. In occasione della visita a Pechino del Cancelliere austriaco Kurtz, sono state fatte circolare mappe in cui la tratta europea della Via della Seta aggirerebbe l\u2019Italia. 5.Una Via della Seta europea? La stessa Corte dei Conti Europea aveva stigmatizzato nel 2018 questa confusa situazione.&nbsp;&nbsp;L\u2019Alta Rappresentante per la Politica Estera e di Difesa Federica Mogherini ha proposto una \u201cVia della Seta Europea\u201d, fondata sui principi della concorrenza negli appalti, dei diritti dei lavoratori, ecc\u2026,e alternativa (e\/o complementare) a quella \u2018cinese\u2019. Tuttavia, se non ci sar\u00e0 un impegno finanziario e politico dell\u2019 Europa, tale progetto non si potr\u00e0 realizzare. E\u2019 fuori luogo parlare di un preteso \u2018imperialismo cinese\u2019, perch\u00e9 la Cina sta semplicemente riempiendo i vuoti che l\u2019Europa non ha avuto, n\u00e9 l\u2019intelligenza, n\u00e9 il coraggio, di riempire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grazie alle mie pregresse esperienze, sono convinto pi\u00f9 che mai che, per ovviare alla cronica recessione della nostra economia, non bastino certo gli strumenti per cos\u00ec dire tradizionali, come gl\u2019 investimenti anticiclici, gli aiuti all\u2019 export, il sostegno al reddito e ai consumi (strumenti di cui non possediamo neppure pi\u00f9 la leva principale, cio\u00e8 la capacit\u00e0 d\u2019 indebitamento), bens\u00ec occorra riorientare coraggiosamente la nostra economia verso direzioni fino ad ora insufficientemente esplorate, ma che appaiono oggi molto promettenti.&nbsp;&nbsp;Ne citer\u00f2 solo tre: i business verso l\u2019Eurasia, il turismo extraeuropeo, l\u2019industria digitale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">6.I business verso l\u2019 Eurasia: costruzione delle infrastrutture ed export<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al di l\u00e0 della Via della Seta, tutta l\u2019Asia, dalla Siberia all\u2019 Iran, dalla Siria all\u2019 India, \u00e8 sempre stata un\u2019area di business importante per l\u2019Italia. E\u2019 perci\u00f2 paradossale che proprio ora che l\u2019Asia \u00e8 divenuta pi\u00f9 attrattiva, l\u2019Italia rimanga indietro per una serie di errori di carattere politico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I politici nazionali ed europei paventano che, invece, tanto come generatrici di appalti, quanto come&nbsp;facilitatrici del business, le due Nuove Vie della Seta favoriscano soprattutto le imprese cinesi. E, in effetti, a oggi, l\u201989% dei progetti \u00e8 stato attribuito a queste ultime. Questo \u00e8 legato innanzitutto al meccanismo di finanziamento, che \u00e8 basato prevalentemente sul credito e su risorse cinesi. Del resto, anche i tanto esaltati Piano Marshall e aiuto europeo allo sviluppo erano stati disegnati precisamente per favorire le imprese americane, e, rispettivamente, europee, grazie al finanziamento vincolato dei progetti. L\u2019obiettivo della Cina \u00e8 fare s\u00ec che quei Paesi possano spendere di pi\u00f9, comprando ovviamente merci cinesi, ma quest\u2019ultimo corollario non \u00e8 sancito certo da nessuna legge, s\u00ec che tutti gli esportatori intraprendenti ed appoggiati dai loro governi ne potranno usufruire.Per partecipare a questo business, occorre partecipare anche, e in modo sostanziale, al suo finanziamento e alla sua promozione: passare, dal ruolo di paesi beneficiari, a quello di Paesi promotori e finanziatori. Non solo con il denaro, ma anche con le idee.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo, con attori colossali quali lo Stato, i fondi e le grandi imprese cinesi, occorrono, per poter dialogare alla pari, strutture di pari consistenza (come sarebbe stato il gruppo Siemens-Alstom in preparazione, e com\u2019\u00e8 l\u2019Unione Europea). Invece, oltre a boicottare i campioni europei, le risorse europee esistenti, come il fondo EFSI della BEI, vengono gestiti con reticenza, anche per via dell\u2019erraticit\u00e0 delle politiche europee verso la Cina e la conflittualit\u00e0 fra le politiche dei vari Stati membri, che non permettono una negoziazione a tutto tondo con la Cina stessa, che ci permetta di essere con quest\u2019ultima dei partners strategici, non gi\u00e0 dei rivali o degli spettatori inerti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">7.140 milioni di turisti da conquistare (1% delle visite-1,5 milioni).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro settore in cui si potrebbe e si dovrebbe fare di pi\u00f9 \u00e8 quello del turismo. Gi\u00e0 le statistiche della Banca d\u2019Italia e del Governo sono inaffidabili. Facendo la media fra le due, si pu\u00f2 ritenere che i turisti cinesi che vengono in&nbsp;&nbsp;Italia siano l\u20191,5%del totale (1 milione e cinquecentomila). Dato l\u2019interesse particolare dei Cinesi per l\u2019Italia e per l\u2019Europa, e l\u2019incremento esponenziale dei viaggi all\u2019 estero (che raggiungeranno presto i 300 milioni), un maggiore coordinamento e miglioramento delle infrastrutture dovrebbero dare risultati interessanti. Mancano per\u00f2 una narrativa e un\u2019informativa coerenti, e solo queste aggiungerebbero attrattiva alla destinazione \u201cItalia\u201d. L\u2019Italia di oggi, che vuole ridurre lo spazio per le lingue classiche per sostituirle con l\u2019Inglese, non \u00e8 certo fatta per attrarre chi viene qui per respirare l\u2019atmosfera di Roma, di Pompei e di Siracusa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">8.Alleanze tecnologiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La principale impresa hi-tech europea \u00e8 la Huawei (la maggior depositante di brevetti all\u2019 Ufficio Europeo brevetti), mentre il maggior numero di brevetti in Italia \u00e8 di Ansaldo Energia, partecipata dai Cinesi al 40%. Queste circostanze hanno fatto s\u00ec che l\u2019Italia, Paese che tradizionalmente depositava pochi brevetti, abbia aumentato di molto i suoi depositi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Gruppo Huawei \u00e8 anche il maggiore depositante presso l\u2019Ufficio Brevetti Europeo, e l\u2019esistenza di un importante centro di ricerca Huawei a Segrate costituisce una prima, embrionale, forma di alleanza tecnologica fra Italia e Cina, che ora Trump vorrebbe spezzare. E tuttavia, quella delle alleanze con le imprese cinesi di alta tecnologia \u00e8 l\u2019unica soluzione per uscire dalla sudditanza asfissiante verso le Big Five, e produrre in Italia della ricerca innovativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">9.La manifestazione al Salone del Libro e la rete di professionisti<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di dare la parola a Stefano Commodo, padrone di casa e moderatore, vorrei fare un sintetico riferimento, per evitare di essere accusato di un atteggiamento sterilmente critico, alle iniziative che la mia organizzazione ha in corso per avviare una riscossa contro tutti gl\u2019inconvenienti sopra registrati:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1)una pubblicazione sulla Via della Seta nell\u2019 ambito della collana Evrazija, con cui daremo seguito al libro DaQin, dedicato in generale ai rapporti fra Europa e Cina;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2)Un convegno su Europa e Eurasia nel corso del Salone del Libro;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3)Una rete di professionisti e d\u2019intellettuali, forniti delle necessarie esperienze e competenze nei vari settori (politico, finanziario, di business, giuridico, linguistico, culturale), i quali, in connessione con le due iniziative di cui sopra, si rendano disponibili a Enti e imprese italiane, per studiare, organizzare, acquisire, gestire e realizzare business connessi al progetto, come appalti, investimenti diretti, joint ventures\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.rinascimentoeuropeo.org\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/nota_stampa_RL_Alpina_160219.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1107\" height=\"782\" src=\"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/rea-img-prospettive-della-via-della-seta-per-il-piemonte-OIL3KA.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-839\" srcset=\"https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/rea-img-prospettive-della-via-della-seta-per-il-piemonte-OIL3KA.jpg 1107w, https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/rea-img-prospettive-della-via-della-seta-per-il-piemonte-OIL3KA-300x212.jpg 300w, https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/rea-img-prospettive-della-via-della-seta-per-il-piemonte-OIL3KA-1024x723.jpg 1024w, https:\/\/rinascimentoeuropeo.org\/re\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/rea-img-prospettive-della-via-della-seta-per-il-piemonte-OIL3KA-768x543.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1107px) 100vw, 1107px\" \/><\/a><figcaption>Leggi la <strong>nota stampa del 16\/02\/2019<\/strong>, a firma di Riccardo Lala,<br>disponibile a <a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"questo link (opens in a new tab)\" href=\"http:\/\/www.rinascimentoeuropeo.org\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/nota_stampa_RL_Alpina_160219.pdf\" target=\"_blank\"><strong>questo link<\/strong><\/a>.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riportiamo l&#8217;articolo, a firma di Riccardo Lala, pubblicato sul sito di alpina srl il 17 febbraio 2019 Sabato 16 febbraio, presso il Centro Studi San Carlo, si \u00e8 svolto il convegno, organizzato da Rinascimento Europeo e dalla Casa Editrice Alpina, dedicato al tema: \u201cNuova Via della Seta, Prospettive per il Piemonte\u201d. 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