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Virtùalità e fantasya. Suggestioni etico-educative per docenti, studenti e studentesse

17 Maggio 2026

Virtùalità e fantasya. Suggestioni etico-educative per docenti, studenti e studentesse

di Daniele Barale
Da Il Foglio di venerdì 15 maggio 2026

Virtùalità e fantasya. Suggestioni etico-educative per docenti, studenti e studentesse
Ivano Sassanelli, Vita-MarcoValerio, 15 euro

In un’epoca in cui il digitale rischia di relegare l’agire umano entro i confini angusti del prompt di un’agency artificiale, Ivano Sassanelli compie un atto di vera dissidenza spirituale e culturale. In “Virtùalità e Fantasya”, questi, docente e presidente della Società Potteriana Italiana, dimostra la necessità di orizzonti “virtù-ali”, ossia spazi esistenziali raggiungibili solo con le “ali della virtù”, e quanto l’arte (a iniziare dall’epica fantastica cui si riferisce la “y” nel titolo) sia fondamentale per favorire questo virtuoso volo.

Nato tra le colonne della rubrica “Orizzonti Virtùali” per il giornale della Diocesi di Pinerolo, nel libro non si propone una mera diagnosi pedagogica, bensì una vera e propria “etica del desiderio” per le generazioni nate sotto il segno di ChatGPT. Sassanelli muove da una convinzione profonda: l’essere umano è, intrinsecamente, homo narrans. Dacché mondo è mondo, l’uomo ha incastonato i propri desideri più profondi e alti nel racconto; sebbene, oggi, ciò rischi di ridursi a ostentazione narcisistica da social o a storytelling consumistico.

L’autore invita a recuperare la valorialità vertiginosa della letteratura epica e mitica di ogni tempo – da Omero a J.K. Rowling -, che ha il merito di ravvivare il senso della “maraviglia”. Soltanto così i frutti dell’immaginazione umana possono divenire, alla luce della distinzione tolkieniana tra “Universo Primario” (la realtà) e “Universo Secondario” (la narrazione letteraria), ausili per aderire alla realtà stessa. Quanto più i frutti dell’immaginazione ripuliscono le finestre del (biblico) Cuore, tanto più l’uomo sarà in grado di discernere i tre pilastri su cui poggia l’esistenza: il Bello, il Buono e il Vero.

Altrettanto significativa è l’architettura del libro. Ogni capitolo ha per “soglia” una citazione poetico-letteraria che, quale sorta di diapason, accorda il “Cuore” alla realtà. Impossibile citare qui l’intera polifonia di voci (tra cui quelle di San Giovanni Battista Montini, qui presente con un inedito, Benedetto XVI, Francesco, Leone XIV, Giussani, Madre Teresa di Calcutta, Martha Nussbaum, Dante, Platone), tuttavia è nel richiamo a Sant’Ignazio di Loyola e alla sub-creazione di Tolkien e Rowling che si compie il fine del libro: rallentare per “gustare le cose internamente”, abitando il quotidiano come cercatori pronti a cogliere l’irrompere dell’Altrove.

In un panorama educativo spesso smarrito tra tecnocrazia e frammentarietà esistenziale, tipica del nonsense nichilistico, il frutto del lavoro di Sassanelli brilla per una “ragione aperta alla meraviglia” o, meglio, per una Ragione in volo d’ala con la Fede verso l’Altrove in cui trovare il senso che unisce i cocci della propria esistenza è possibile. Un libro necessario per chiunque non si rassegni a vivere in un’architettura immobile, preferendo a essa lo spartito vivo di un’esistenza che si fa canto.

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