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​Gerusalemme: impedito l’accesso al Santo Sepolcro. Necessario uno Statuto Speciale

02 Aprile 2026

​Gerusalemme: impedito l’accesso al Santo Sepolcro. Necessario uno Statuto Speciale

​La polizia israeliana ha impedito al Patriarca Latino di Gerusalemme, Cardinale Pierbattista Pizzaballa, e al Custode di Terra Santa, Padre Francesco Ielpo, di entrare nella Basilica del Santo Sepolcro, dove si recavano per celebrare la Messa della Domenica delle Palme.

​È inaccettabile assistere a simili atti di intolleranza, che si sommano alle violenze perpetrate da estremisti contro i cristiani. Tali azioni, condannate a livello internazionale, confermano l’incapacità del governo israeliano di garantire la pacifica convivenza tra le fedi. Al contrario, sembra proseguire un progetto volto a marginalizzare le religioni diverse dall’ebraismo, attraverso vere e proprie forme di esclusione dal tessuto urbano di Gerusalemme.

​Gerusalemme non può essere un luogo di scontro, ma di incontro, dove cristiani, ebrei e musulmani possano convivere con rispetto e reciproca buona volontà.

​È dunque urgente l’istituzione di uno “Statuto Speciale” per la città, garantito internazionalmente dall’ONU. Chiunque amministri Gerusalemme deve attenersi a princìpi universali: l’uguaglianza di diritti e doveri per i fedeli delle tre religioni monoteiste, la garanzia assoluta della libertà di culto, il libero accesso ai Luoghi Santi e il rigoroso rispetto dello Status Quo.

​Uno “Statuto Speciale” per Gerusalemme
è il miglior augurio per la Santa Pasqua 2026

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